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La delicatezza è la filosofia dietro i piccoli oggetti disegnati da Mario Trimarchi per Deborah Milano.Quando inizio a progettare un prodotto per il trucco, penso sempre a come verrà utilizzato: avvitato e svitato, applicato sapientemente sulle labbra, sulla pelle, intorno agli occhi. E poi sarà chiuso, messo in una borsa o in una tasca, a volte con rituali senza tempo, a volte in macchina o in metropolitana. Ogni giorno. Anzi, più volte al giorno. Le dita che lo toccheranno saranno le dita delle donne che si credono già belle o che vorrebbero diventare belle” dice Mario Trimarchi.Dita affusolate, che si muoveranno rapidamente attorno a questi piccoli oggetti così velocemente da poterli riconoscere anche al buio.Per questo motivo, Mario Trimarchi anche nella progettazione di prodotti cosmetici ha sempre pensato di creare oggetti belli da accarezzare, toccare, percorrere su tutta la loro superficie lucida e preziosa. Oggetti con forme che cambiano lungo il perimetro, che non sono mai cilindri o cerchi perfetti: la maggior parte sono pietre, piatte o allungate, alcune lisce o solide, altre curve e sfuggenti.
Tuttavia, sono oggetti che devono godere della luce che li colpisce e li fa cambiare rispetto al punto di vista.
Piccoli oggetti magici, pronti per la sapienza delle donne che riescono ad affrontare il mistero della bellezza.

Mario Trimarchi, un romantico radicale.

Nato a Messina, Mario Trimarchi si laurea in Architettura con Franco Purini, con cui collabora per alcuni progetti in Sicilia. Negli anni Ottanta si trasferisce a Milano, dove vive e lavora. All’inizio degli anni Novanta è direttore del Master in Design alla Domus Academy e in seguito dirige la DDA, joint venture tra Domus Academy e Mitsubishi, alternando lunghi viaggi di lavoro in Giappone a un’attività di conferenze, lezioni e workshop in vari paesi del mondo.

Nel 1999 fonda Fragile, studio di corporate identity, dove, parallelamente ai progetti di posizionamento strategico e di comunicazione per aziende e istituzioni, porta avanti la sua personale ricerca sul design. Ha fatto parte per quasi dieci anni di Olivetti Design Studio, dove progetta con Michele De Lucchi personal computer e cash dispenser. Nello stesso periodo studia come poter dare un volto domestico all’innovazione tecnologica, progettando concept design e prodotti per Philips, Siemens e Matsushita Denku. Dal 2005 al 2015 insegna Corporate Identity all’Università di Genova e dal 2013 tiene il Corso di Brand Design alla laurea specialistica in Product Design della Naba a Milano.

Dal 2016 ricopre il ruolo di Design Advisor per Korea Craft & Design Foundation. Dalle sperimentazioni estetiche che contraddistinguono il suo lavoro nascono anche i suoi oggetti, incentrati sul rapporto fra geometrie instabili e scultura e accompagnati quasi sempre da disegni e piccole storie illustrate. Con una certa continuità progetta per Alessi, creando prodotti inattesi, tra i quali la famiglia di cestini e vassoi La Stanza dello Scirocco (Good Design 2010), la serie di timballi in silicone e di stampi in rame Il Tempo della Festa (Design Plus 2013 e Menzione d’Onore al XXIII Compasso d’Oro ADI).

Nel 2014 disegna la caffettiera Ossidiana vincendo il prestigioso XXIV Premio Compasso d’Oro ADI, il Red Dot Award, l’International Design Award Silver e il marchio DfA-Quality Design for All.

Tra il 2015 e il 2016 autoproduce le collezioni Oggetti Smarriti e Strawberry Fields Forever, esercizi di confine sul futuro di nuovi oggetti domestici instabili, ma ottimisti. Nel 2017 presenta Swan, un rubinetto scultoreo dalle alte prestazioni tecnologiche, sviluppato per Hansa e Alessi [Good Design 2017]. Lo stesso anno disegna per Salvatore Ferragamo una linea di tessuti stampati per una capsule collection realizzata in Orange Fiber. Nel 2018 per De Castelli realizza Samotracia, una moto in rame che si ossida lentamente e vira in un secolo il suo colore verso il verde, proponendo un’interpretazione dell’estetica del movimento e soprattutto una riflessione sullo scorrere del tempo sulla vita dei nostri oggetti.

A giugno del 2019 ha inaugurato la prima mostra personale all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, dal titolo Mario Trimarchi. Un romantique radical. Réflexions, dessins et objets en équilibre, un racconto poetico tramite ventisei disegni originali, oggetti e prototipi. Nello stesso mese, in occasione della during Barcelona Design Week, l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona ha organizzato la mostra dei suoi disegni dal titolo ‘Transizioni – La ricerca della frontiera tra l’utile e l’inutile‘. 

photos © Santi Caleca