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Allena la tua immaginazione. Guarda gli oggetti familiari con occhi nuovi.

Possiamo dare agli oggetti un significato diverso da quello che comunemente gli assegnamo?

Possiamo associare loro una differente utilità o un nuovo potere simbolico in risposta a un mutato quadro di esigenze?

Zaven, Cut Cut Cut

In questa epoca di profondi mutamenti è necessario esercitarsi ad osservare il mondo che ci circonda in modo diverso, esplorando possibilità alternative di visione dell’ambiente naturale o artificiale di cui facciamo esperienza ogni giorno; in questo contesto, anche il nostro rapporto con gli oggetti può essere ripensato, allenando i nostri sensi ad un nuovo tipo di interazione.

Peter_Marigold, FORMcard tripod

Sviluppato esclusivamente su Instagram, Graft è organizzato attraverso una Open Call internazionale che chiede ai partecipanti – designer professionisti o Design Enthusiast – di realizzare degli “innesti” tra due o più oggetti per rispondere alle urgenze e ai bisogni di una nuova contemporaneità.

Roberto Sironi, Kernel

Di quali nuovi oggetti avremo davvero bisogno, domani e nell’immediato futuro?

Progettare un dispositivo d’invenzione, una presenza attraverso cui attivare inedite pratiche e rituali della nostra quotidianità. Immaginare un oggetto risultante dalla combinazione di altri, che tragga la sua identità da una riassegnazione degli specifici caratteri di valore, di forma, di funzione, di significato degli oggetti originari. Ideare un nuovo artificio culturale.

Graft è un esercizio di trasformazione, o di ibridazione; di nuova combinazione di due o più oggetti esistenti, con l’obiettivo di generarne un altro, derivato da un’operazione di “innesto”. E’ un’operazione di progetto tramite la quale assemblare degli oggetti esistenti, caratterizzati da una specifica funzione o meno, con l’obiettivo di realizzare degli artefatti utili a produrre nuova consapevolezza e conoscenza.

Greem Jeong, Fare la scarpetta

IN Residence and say hi to_ invitano noti talenti del design internazionale a postare per primi i loro lavori, anche utili come esempio per i partecipanti alla Open Call. Tra i designer coinvolti: Wendy Andreu, Martino Gamper, Kwangho Lee, Jorge Penades, Sophie Rowley, Roberto Sironi e Zaven.

I progetti dovranno essere postati in un unico post Instagram, che comprende:

  • –  un titolo;
  • –  un testo breve che illustri le intenzione del progetto (in inglese, di massimo 300 caratteri spazi inclusi);
  • –  due immagini su sfondo bianco dell’oggetto risultante;
  • –  eventuali altre immagini che desideri aggiungere (con disegni, collage,…).

Il progetto di “innesto” va postato entro e non oltre il 17 giugno 2020 sui profili Instagram:

– con i tags: @inresidence and @sayhito_
– con l’hashtag: #GraftDesign

 

 

IN Residence

IN Residence è un progetto dedicato al design di ricerca contemporaneo, che svolge attività didattico- formative, di supporto e di promozione del talento creativo, ricorrendo al Design Thinking come strumento di concreta innovazione culturale e, quindi, di innovazione sociale.

L’azione di IN Residence produce una serie di laboratori tematici, un programma di residenze per designer, una sequenza di esposizioni e una collezione di pubblicazioni editoriali.

IN Residence è un progetto ideato e curato da Barbara Brondi & Marco Rainò e prodotto dall’Associazione Culturale IN Residence Design.

 

say hi to_

say hi to_ una community internazionale di creativi che condividono idee simili, specializzata nella ricerca dei migliori talenti emergenti nei settori dell’arredo, dell’Interior Design, delle arti visive e dell’imprenditoria creativa. Attraverso il proprio Media Outlet – costituito da un profilo Instagram con 123 mila Followers e da una serie di attività off line – say hi to_ segnala il lavoro dei Maestri, fa luce sulle stelle di domani e facilita la collaborazione creativa all’interno della propria community.

say hi to_ è fondato e diretto da Kristen de la Vallière, Art Director, Fine Art Curator e Design Consultant di New York che vive e lavora a Parigi.