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Alessandro Turci, insegnante all’Accademia di Belle Arti di Brera, allo IED Milano e Torino, all’Università Bicocca in Milano, ci ha mandato una riflessione sui pentimenti dell’ultima ora nel settore della moda, senza una reale e autentica presa di coscienza del problema.

 

“… La forza è in stretto rapporto con la sensazione: è sufficiente che una forza si eserciti su un corpo, cioè su un punto determinato dell’onda, perché vi sia sensazione” ha detto Gilles Deleuze.

Lontani anni luce dal percepire la benché minima forma di sensibilità, ci accontentiamo di pentimenti dell’ultima ora anziché di una presa di coscienza reale. Quel punto di forza non c’è. E nemmeno la pressione che ci dovrebbe mostrare la direzione.

Resta la convenienza, preludio ad una nuova forma di capitalismo più subdolo del precedente, più nascosto, invisibile.

Il focus del problema è sempre lo stesso, far quadrare etica ed estetica, bilancio e sentimento, senso e ragione economica. “Noi non troviamo il senso della vita, lo costruiamo” (Anselm Kiefer).

Siamo artefici del nostro destino, presi tra più forze, nudi di fronte alle decisioni prese dagli “altri”.

Un senso di vergogna ci pervade, non per i crimini commessi per cui c’è sempre una ragione, ma per l’assenza di una rivolta virtuale, e non solo nel senso del web ma intellettuale, che opera sul piano dello spirito provocando sconvolgimenti necessari e totali. Questa ingenuità del primitivo che lascia l’impronta del suo passaggio ci commuove ancora. Ma si allenta la tensione a favore di un rassicurante compiacimento.

Adam and Eve photo © Kaitlyn Hayes

La vergogna è il sentimento della caduta originale, non del fatto che abbiamo commesso questo o quell’errore, ma semplicemente del fatto che sono “caduto” nel mondo, in mezzo alle cose, e che ho bisogno della mediazione d’altri per essere ciò che sono.(….) Per questo il simbolo biblico della caduta, dopo il peccato originale, è il fatto che Adamo ed Eva “capiscono di essere nudi” disse Jean Paul Sartre.

Alessandro Turci speaking

 

TROUBLE IN PARADISE (2015)

A sostegno dell’iniziativa globale dei cittadini, End Ecocide si occupa di sensibilizzare in merito al danno, alla distruzione e alla perdita di ecosistemi in tutto il mondo e alla disperata necessità di una legge che metta finalmente fine a tutti gli orrendi crimini contro la natura.

La storia, interpretata dalla stilista Vivienne Westwood e dal marito Andreas Kronthaler, è ambientata nel paradiso di Adamo ed Eva sull’orlo della completa distruzione.

Citando l’artista belga René Magritte, il cortometraggio attinge al surrealismo emotivo per rappresentare artisticamente questa minaccia che riguarda nella vita reale tutti noi.

ALESSANDRO TURCI

Studi in Giurisprudenza all’Università di Torino e interessi tra Moda e Arte Contemporanea. Fashion Designer e Art Director per marchi internazionali, fonda a Milano nel 2012 Risekult, Associazione Culturale per l’Arte Contemporanea e pubblica l’Art Book Risekult libro d’eccellenza per collezionisti. Curatore di mostre d’arte, collabora con gallerie e musei. Contributing Editor perL’Officiel Homme e Thesignspeaking con rubriche su Arte e Moda.