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Colori, suoni, sapori, movimenti che letteralmente esplodono, coinvolgono e invadono. È quello che richiama alla mente l’Africa, il grande continente che da sempre ispira la danza più viscerale, il muoversi a tempo di una musica trascinante, protagonista degli MTV Africa Music Awards, appena tenutisi a Durban, Sud Africa, in cui è stato premiato il talento di Davido e Tiwa Savage come migliori artisti maschile e femminile (video qui a destra).

Ritmi che parlano una lingua precisa, condivisa ultimamente da tutto
il mondo del design, influenzato dal coloratissimo mondo africano. Una tendenza
che troviamo soprattutto nell’ambito textile, che in moda si traduce nelle
variopinte creazioni di Stella Jean, nel cui stile si fondono la sua eredità
Creola e la verve europea, in un mix di tessuti tradizionali africani ed
elementi rubati al menswear che nel giro di pochissimo ha conquistato la moda
italiana.

Unione e ispirazione reciproca fra Italia e Africa su cui ha puntato anche
Missoni Home, che per l’Estate 2014 ha proposto il Patch di Fiammati. Qui
l’alternanza di corposità materiche costruisce un puzzle di tasselli geometrici, incisi o sgranati, da cui emerge un mood tribale che copre divani, cuscini e tappeti. Nell’ambito del furnishing, la stessa strada la percorre Heather Linnit, che dalla sua boutique di Manchester ci ha raccontato come si è appassionata alle vibrazioni dei tessuti africani, ai pattern insoliti in quanto così diversi da ciò che si disegna in Europa.

Proprio questo l’ha spinta a utilizzare le sedute più iconograficamente note della tradizione occidentale, tipici esempi del rigoroso design anni 60 e 70, rivestendole di tessuti tribali che, ci confida, compra su Ebay per poche sterline. L’Africa entra così nelle nostre case, invadendole e riempiendole di vita e colore, così come nella
visione di Tamara Magel, guru dell’interior design di lusso americano che, appassionata delle tradizioni artigianali di tutto il mondo, ha creato delle accese carte da parati dagli intricati disegni geometrici ispirati ai tradizionali abiti delle donne nigeriane.

Pattern grafici definiti e complicati che parlano, anche inconsapevolmente, di Africa, come quelli che la designer greca Bela Louloudaki ha tradotto in gioielleria, nella collezione presentata da De Padova durante la Milan Design Week, con la mostra Jewlery for the curious: tubettini di ceramica dalle vivaci cromie disegnano texture sul corpo di chi le indossa.