{"id":12712,"date":"2019-10-16T18:30:11","date_gmt":"2019-10-16T16:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/?p=12712"},"modified":"2019-10-16T18:37:47","modified_gmt":"2019-10-16T16:37:47","slug":"milano-design-film-festival-2019-is-coming","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/milano-design-film-festival-2019-is-coming\/","title":{"rendered":"MILANO DESIGN FILM FESTIVAL 2019 IS COMING"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><p>Cosa rende un film un \u201c<em>design film<\/em>\u201d? Pensiamo a un documentario che tratta l\u2019argomento in modo specifico o a un film che, parlando d\u2019altro, mostra il design e l\u2019impatto che ha nelle nostre vite? O ancora, si definisce \u201c<em>design film<\/em>\u201d una pellicola che, proprio per come e\u0300 stata pensata, girata e montata, rappresenta il design applicato alla cinematografia?<\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda, Alice Rawsthorn, importante firma del giornalismo di settore nonche\u0301 Guest Curator per l\u2019edizione 2019 del <a href=\"https:\/\/www.milanodesignfilmfestival.com\/\"><strong>Milano Design Film Festival<\/strong><\/a>\u00a0&#8211; dal 24 al 27 ottobre all&#8217;Anteo di Milano &#8211; presenta una selezione di titoli che dimostra come la definizione di \u201c<em>design film<\/em>\u201d possa essere tutte queste cose, spingendosi a toccare temi come il consumismo, l\u2019industrializzazione o l\u2019inquinamento. Del resto, \u2018<em>Design as an attitude\u2019<\/em> e\u0300 anche il titolo di uno dei suoi ultimi lavori.<\/p>\n<p>Giunto alla sua settima edizione, il MDFF e\u0300 un atteso appuntamento annuale con il cinema e il progetto che raccoglie storie di architetti e designer, stili, avanguardie e inchieste su grandi temi sociali. Per quattro giorni, come ogni anno, il festival propone al pubblico un\u2019ampia selezione di pellicole e una serie di incontri e dibattiti al fine di avvicinare gli spettatori alle piu\u0300 contemporanee concezioni del design e dell\u2019architettura, lavorando sull\u2019idea che tutto cio\u0300 che ci circonda e\u0300 legato alla progettazione. Come sosteneva il pittore e fotografo ungherese, esponente di punta del Bauhaus, La\u0301szlo\u0301 Moholy-Nagy, il design non e\u0300 un mestiere ma piuttosto una predisposizione.<\/p>\n<p>Ogni storia narrata nelle pellicole in palinsesto, del resto, parla a tutti e racconta la storia di ognuno. Come nel film d\u2019apertura The Human Shelter di Boris Benjamin Bertram, dove il regista danese ci conduce in un viaggio poetico e antropologico per scoprire cosa le persone definiscono casa. Un documentario che vuole esplorare come lo shelter, il rifugio, possa mutare a seconda delle circostanze. Nel presentare la contemporaneita\u0300 anche nelle sue forme piu\u0300 estreme &#8211; uno studio newyorkese, una baraccopoli o i sei metri quadrati a Tokyo &#8211; il regista lancia una riflessione sulla relazione tra l\u2019uomo e la geografia politica, climatica e sociale del suo habitat. Una pellicola che si inserisce perfettamente nel programma elaborato per questa edizione del Festival dalle curatrici Antonella Dedini, Silvia Robertazzi insieme a Porzia Bergamasco. Il titolo scelto per il MDFF 2019 e\u0300 infatti Mind The Gap, e trattiene in se\u0301 l\u2019invito a cogliere le differenze, riflettere sui cambiamenti, ragionare su una rivoluzione digitale che ci coinvolge direttamente e modifica il nostro modo di relazionarci non solo con gli altri, ma anche con gli oggetti che ci circondano.<\/p>\n<p>Si parlera\u0300 di Intelligenza Artificiale, con una serie di titoli a indagare un futuro tessuto da macchine con trame di algoritmi. Tra i titoli presenti in questa sezione, Elevation il film di Marcus Fairs e Oliver Manzi prodotto da Dezeen, conosciuto magazine online inglese, sui droni e su come questi abbiamo cambiato la percezione dell\u2019architettura; More Human Than Human di Femke Wolting e Tommy Pallotta che lancia una riflessione sulla creativita\u0300 ai tempi dei robot; o ancora The Truth about Killer Robots di Maxim Pozdorovkin, dove giornalisti, ingegneri e filosofi analizzano situazioni dove l\u2019uomo e\u0300 rimasto vittima della robotica e come questa, se non controllata, possa diventare una minaccia.<\/p>\n<p>Art of Thinking, e\u0300 la sezione che raccoglie non solo storie trasversali al mondo del progetto, ma anche pellicole sperimentali dal punto di vista cinematografico come l\u2019autentica performance online Operation Jane Walk degli artisti Leonhard Mu\u0308llner e Robin Klengel o Martin Cries di Jonathan Vinel: 16 minuti di pathos realizzati a partire dal motore grafico del video gioco Grand Theft Auto V.<\/p>\n<p>Documentari che fanno pensare sono anche Push di Fredrik Gertten, vincitore del Politiken Audience Award 2019, che grazie anche agli interventi di Roberto Saviano, Joseph Stiglitz, Leilani Farha (Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sul Diritto alla casa) e Saskia Sassen indaga la relazione tra finanza, Real estate e crisi abitativa. Anche Hashti Tehran di Daniel Ko\u0308tter descrive la sfida urbanistica di Tehran, della sua periferia e di una realta\u0300 sociale molto complessa. Segnaliamo infine Mirabilia Urbis, di Milo Adami, che mostra Roma attraverso gli scritti del giornalista e ambientalista Antonio Cederna, dalla ricostruzione post bellica alle baracche fino alle lotte per la casa degli Anni 70.<\/p>\n<p>Si riconferma anche per l\u2019edizione 2019 una particolare attenzione al genere biografico: tra tutti i titoli, meritano menzione le anteprime italiane City Dreamers di Joseph Hillel, Bauhaus Women di Gregor Schnitzler, Harry Seidler: Modernist di Daryl Delora (anteprima italiana) Barbara Stauffacher Solomon: Visions Not Previously Seen di Christian Bruno, Kurt Keppeler, Nataliija Vekic, Corrado Levi Marrakech Theorie (2006-2019) di Alice Guareschi.<\/p>\n<p>Al design sara\u0300 dedicata la serata di apertura (solo su invito per il 23 ottobre al Triennale Milano Teatro), dove verra\u0300 proiettata la premie\u0300re italiana di Chair Times. A History of Seating di Heinz Bu\u0308tler (Svizzera, 2018, 90\u2019). La pellicola, realizzata in collaborazione con il Vitra Design Museum, racconta attraverso l\u2019esclusiva collezione di sedie di Rolf Fehlbaum l\u2019evoluzione del prodotto industriale, i protagonisti e le avanguardie che hanno fatto la storia del design. La proiezione sara\u0300 introdotta dallo stesso Fehlbaum in conversazione con Stefano Boeri, Presidente Triennale Milano. Ospite speciale, oltre al Sindaco Giuseppe Sala, Alice Rawsthorn, che salutera\u0300 gli ospiti e sara\u0300 a sua volta protagonista il 24 ottobre alle 11:30 all\u2019Anteo Palazzo del Cinema, di un dialogo con Fehlbaum prima della proiezione della pellicola di Bu\u0308tler aperta al pubblico. La sua lecture invece e\u0300 prevista lo stesso giorno alle 20:30 e sara\u0300 seguita da Une ville a\u0300 Chandigarh di Alain Tanner.<\/p>\n<p>Un altro momento importante precedera\u0300 la proiezione di Ornamento e Delitto unico filmato di Aldo Rossi, Gianni Braghieri e Franco Raggi per la regia di Luigi Durissi prodotto in occasione della XIII Triennale di Milano (1973). Il documentario verra\u0300 proposto nella versione appena restaurata dalla Cineteca di Bologna. Gli architetti Braghieri e Raggi insieme a Chiara Spangaro della Fondazione Aldo Rossi ricorderanno quella particolare stagione creativa e politica grazie al supporto dell\u2019azienda Marazzi Ceramiche, sponsor del festival fin dalla prima edizione.<\/p>\n<p>La storia della qualita\u0300 artigiana delle aziende italiane trovera\u0300 riscontro nella pellicola prodotta da Lualdi dal titolo Doors_Lualdi Stories, diretto da Francesca Molteni con testi di Patrizia Scarzella. A introdurre insieme alla regista e alla giornalista l\u2019architetto Cino Zucchi. Il racconto parla di storie intrecciate di una famiglia e della loro prima falegnameria artistica aperta nel 1860: radici lontane che hanno saputo svilupparsi e dare vita a un\u2019azienda oggi internazionale, protagonista del design italiano per i suoi esclusivi sistemi divisori. Latta e Caffe\u0300 di Antonello Matarazzo invece e\u0300 dedicato al lavoro, poetico e visionario, dell\u2019architetto napoletano Riccardo Dalisi: una pellicola che parla di artigianalita\u0300 italiana e di originale creativita\u0300 che ben rappresenta il lavoro intrapreso dalla nuova piattaforma Design Italy nata per ricercare, valorizzare, promuovere e commercializzare all&#8217;estero la creativita\u0300 e qualita\u0300 unica del design italiano. Per la prima volta supporta il festival.<\/p>\n<p>Una serie importante di anteprime per l\u2019Italia affronta il tema dell\u2019architettura. Architecture of Infinity dello svizzero Christoph Schaub indaga lo spirituale nell\u2019arte e nell\u2019architettura mostrando, tra gli altri, lavori di Peter Zumthor, Peter Ma\u0308rkli e Alvaro Siza, per citarne alcuni, mentre The Real Thing di Benoit Felici racconta il paradossale mondo delle copie: se oggi e\u0300 possibile vivere in una finta Avenue des Champs- E\u0301lyse\u0301es in Cina, questa pellicola oltre a rivelare come si vive una vita vera in un non-luogo, lancia una riflessione su una pratica, quella della copia, antica come l\u2019architettura. The Black Museum di Oliver Hardt racconta non solo l\u2019architettura, ma l\u2019importanza simbolica del National Museum of African American History and Culture (NMAAHC) a Washington D.C., progettato da David Adjaye. Infine, non per importanza, The Idea Is Paramount. The Architectural Passions of Andrzej Wajda di Jacek Link- Lenczowski che partendo dall\u2019inedita passione per l\u2019architettura e la cultura giapponese del regista polacco ripercorre la vicenda e la realizzazione del museo d\u2019arte realizzato a Cracovia grazie anche al suo supporto economico.<\/p>\n<p>Milano Design Film Festival inaugura quest\u2019anno un altro appuntamento importante e unico: l\u2019AFA &#8211; Architecture Film Award. Un premio fortemente voluto e supportato da Silvia Robertazzi e Antonella Dedini che con la Fondazione dell\u2019Ordine Architetti PPC della Provincia di Milano hanno scelto di promuovere questo appuntamento internazionale a cadenza biennale finalizzato alla selezione di pellicole dedicate alle differenti dimensioni dell\u2019architettura &#8211; dalla citta\u0300 al paesaggio fino ai progetti privati &#8211; per incentivare la produzione di opere cinematografiche dedicate al progetto anche come strumento di comunicazione degli architetti. Alla giuria presieduta dal regista e docente Maurizio Nichetti e composta da Roberto Pisoni (Direttore Sky Arte HD), Davide Rapp (architetto, regista e rappresentante della Fondazione dell\u2019Ordine degli Architetti di Milano), Marco Della Torre (architetto e designer, coordinatore della Direzione dell\u2019Accademia di architettura di Mendrisio \u2013 USI) e il regista Francesco Clerici spettera\u0300 quindi il compito di assegnare i premi: 7 mila euro per il vincitore della sezione Architecture\u2019s Film e 3 mila euro per quello della categoria Studio\u2019s Film.<\/p>\n<p>Un\u2019altra importante novita\u0300 che si aggiunge alla programmazione, e\u0300 il lancio di Bloom, spin-off del MDFF, che vuole affrontare la relazione tra uomo e natura. Questa sezione si avvale della curatela di Antonio Perazzi scrittore, botanico, accademico e paesaggista italiano che con il suo lavoro ha offerto la consulenza, tra gli altri, a Michele de Lucchi, Antonio Citterio, Franco Zagari, Park Associati, per citarne alcuni. Tra i film in programma il pluripremiato In Between Mountains and Oceans di Masaaki Miyazawa e Roberto Burle Marx di Joao Vargas Penna.<\/p>\n<p>Come di consueto il festival sara\u0300 arricchito di numerosi interventi che vedranno protagonisti non solo i registi: Michele De Lucchi il 24 ottobre alle 10 di mattina aggiornera\u0300 il pubblico sul suo avveniristico progetto Earth Stations; Mario Botta sabato 26 alle 14, introdurra\u0300 il tema dell\u2019architettura religiosa oggetto del film Mario Botta. The Space Beyond di Loretta Dalpozzo e Miche\u0300le Volonte\u0300; l\u2019architetto Giulio Ceppi parlera\u0300 venerdi\u0300 alle 15 delle relazioni impreviste tra arte e pubblicita\u0300 mostrando i risultati di workshop che ha tenuto in sezioni femminili e maschili di carceri milanesi: un documentario di SkyArte HD raccontera\u0300 la storia. Sempre venerdi\u0300 alle 16:30 gli architetti Umberto Zanetti e Alessandro De Magistris introdurranno Palace for the People di Boris Missirkov e Georgi Bogdanov: un documento chiaro di come l\u2019architettura e\u0300 stata strumento del potere nella seconda meta\u0300 del XX Secolo.<\/p>\n<p>Come ogni anno la mattina del sabato 26 alle 10 vedra\u0300 ospite l\u2019Accademia di architettura di Mendrisio della Universita\u0300 della Svizzera Italiana. I lavori degli studenti che hanno partecipato al workshop Filmare l\u2019Architettura saranno presentati dagli stessi giovani registi.<\/p>\n<p>Per il finissage del festival e\u0300 stata organizzata una serata speciale: Peter Greenaway, grazie al contributo di Cassina, sara\u0300 protagonista con una lecture-spettacolo sull\u2019Ultima Cena di Leonardo da Vinci e dialoghera\u0300 con lo scrittore Gianluigi Ricuperati sull\u2019influenza dell\u2019architettura nella sua cinematografia. Durante la serata sara\u0300 proiettato The Missing Nail. A Vision by Peter Greenaway for Cassina on Leonardo da Vinci\u2019s The Last Supper, incentrato sul \u201cchiodo mancante\u201d del Cenacolo leonardiano.<\/p>\n<p>Il 2019 celebra i 40 anni di gemellaggio tra Milano e Shanghai. MDFF partecipa ai festeggiamenti con un panel e selezionate proiezioni tese a raccontare le due citta\u0300, le loro differenze, ma anche cio\u0300 che le accomuna. Ospite d\u2019eccezione il Professor Shaonong Wei, preside della School of Design della East China Normal University di Shanghai che ci guidera\u0300 nella storia della metropoli cinese. Didi Gnocchi, CEO di 3D Produzioni e responsabile di <em>MemoMi <\/em>, webtv sulla memoria di Milano, insieme agli architetti Alida Catella di COIMA, Italo Rota e Shaonong Wei approfondiranno il tema durante il panel. A seguire, verranno proiettati tre documentari di MemoMi che raccontano Milano durante le dominazioni straniere: spagnola, napoleonica e degli Asburgo. Questa finestra sulla megalopoli cinese conferma la vocazione internazionale di Milano Design Film Festival che dalla prima edizione affianca l\u2019evento milanese con incontri internazionali. Quest\u2019anno alla terza rassegna ospitata a Shanghai insieme al Consolato e all\u2019Istituto italiano di Cultura (23,24 e 26 novembre, Jing\u2019an District Culture Center ), MDFF terra\u0300 una Masterclass, sempre sulla relazione Milano-Shanghai (22 novembre, 14:30 Shanghai Exhibition Center), durante la quarta edizione del <a href=\"https:\/\/www.salonemilano.cn\/en\/\"><strong>Salone del Mobile.Milano Shanghai<\/strong><\/a>. Il tour cinese continuera\u0300 poi a Chengdu in occasione della Chengdu Europe Culture Season (27,28 e 29 novembre, Osgh Cinemas, Luxe Town) e a Hong Kong (6,7 e 8 dicembre), durante la Business Design Week, ospiti del prestigioso K11 MUSEA con la collaborazione del Consolato generale d\u2019Italia a Hong Kong, UA CineHub e il coordinamento di Santina Bonini.<\/p>\n<p>Il programma completo sar\u00e0 consultabile online:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.milanodesignfilmfestival.com\">www.milanodesignfilmfestival.com<\/a><\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rende un film un \u201cdesign film\u201d? Pensiamo a un documentario che tratta l\u2019argomento in modo specifico o a un film che, parlando d\u2019altro, mostra il design e l\u2019impatto che ha nelle nostre vite? 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