{"id":13759,"date":"2020-05-07T12:40:47","date_gmt":"2020-05-07T10:40:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/?p=13759"},"modified":"2020-05-07T13:38:59","modified_gmt":"2020-05-07T11:38:59","slug":"mascarilla-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/mascarilla-19\/","title":{"rendered":"MASCARILLA 19 \u2013 Codes of Domestic Violence"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><div id=\"attachment_13771\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13771\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_SILVIA-GIAMBRONE_eredita\u0300_2008-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_SILVIA-GIAMBRONE_eredita\u0300_2008-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_SILVIA-GIAMBRONE_eredita\u0300_2008-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_SILVIA-GIAMBRONE_eredita\u0300_2008-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_SILVIA-GIAMBRONE_eredita\u0300_2008.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">SILVIA GIAMBRONE_eredita\u0300_2008<\/p><\/div>\n<p>Secondo l\u2019<em>Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/em>, la violenza sulle donne tende ad aumentare nelle situazioni di crisi, come disastri naturali, guerre o epidemie. Dall\u2019inizio della Pandemia da Covid-19, stando a dati dell\u2019ONU, le denunce di violenza domestica a livello globale sono triplicate, senza considerare i moltissimi casi \u201cinvisibili\u201d, in cui le donne non hanno nemmeno la possibilit\u00e0 di chiedere aiuto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/inbetweenartfilm.com\/mascarilla-19\/\"><strong><em>Mascarilla 19 \u2013 Codes of Domestic Violence<\/em><\/strong><\/a>\u00a0\u00e8 il nuovo progetto di <a href=\"http:\/\/inbetweenartfilm.com\/\"><strong>In Between Art Film<\/strong><\/a>, a casa di produzione cinematografica fondata da Beatrice Bulgari per esplorare ed espandere i confini tra le arti visive, il cinema, la performance e i linguaggi dell\u2019immagine in movimento. Inaugurando una nuova fase produttiva e un\u2019inedita formula di commissione rispetto al proprio operato, per la prima volta In Between Art Film invita una serie di artisti a rispondere creativamente a un progetto originale sviluppato in risposta a una situazione transnazionale e quanto mai attuale.<\/p>\n<p>Attraverso una selezione di artisti appartenenti a diverse generazioni e provenienti da differenti contesti culturali, <em>Mascarilla 19<\/em> desidera esplorare una molteplicit\u00e0 di significati umani, sociali e linguistici legati all\u2019isolamento psicologico e alla violenza fisica, alla privazione della possibilit\u00e0 di comunicare, alla trasformazione della casa da luogo di protezione a teatro di sopruso.<\/p>\n<p>Tre curatori, Leonardo Bigazzi, Alessandro Rabottini e Paola Ugolini, hanno invitato otto artisti internazionali a confrontarsi con questa \u201cemergenza nell\u2019emergenza\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di otto film d\u2019artista monocanale commissionati ad altrettanti artisti, ciascuno invitato con il proprio linguaggio e la propria sensibilit\u00e0 a toccare un argomento tanto delicato quanto urgente: Iv\u00e1n Argote (Colombia\/Francia, 1983), Silvia Giambrone (Italia\/Inghilterra, 1981), Eva Giolo (Belgio, 1991), Basir Mahmood (Pakistan\/Paesi Bassi, 1985), MASBEDO (Italia, Nicol\u00f2 Massazza, 1973 e Iacopo Bedogni, 1970), Elena Mazzi (Italia, 1984), Adrian Paci (Albania\/Italia, 1969), Janis Rafa (Grecia, 1984).<\/p>\n<div id=\"attachment_13774\" style=\"width: 650px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13774\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_IVAN-ARGOTE_La-Plaza-del-Chafleo_2018.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_IVAN-ARGOTE_La-Plaza-del-Chafleo_2018.png 640w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_IVAN-ARGOTE_La-Plaza-del-Chafleo_2018-300x169.png 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">IVAN ARGOTE_La Plaza del Chafleo_2018<\/p><\/div>\n<p><em>Mascarilla 19<\/em> (<em>Mascherina 19<\/em>) \u00e8 la parola in codice che in Spagna viene usata dalle donne vittime di violenza domestica per denunciare gli abusi subiti. E\u2019 il nome della campagna lanciata dal premier spagnolo Pedro Sanchez, che non solo accoglie l\u2019appello del Segretario Generale dell\u2019ONU Antonio Gutierrez, ma d\u00e0 conto dello spaventoso aumento di richieste di aiuto arrivate da donne vittime di abusi nel corso delle prime settimane dell\u2019epidemia, quando molte di loro si sono ritrovate prigioniere delle mura domestiche. In un mondo fisicamente isolato e digitalmente iper-connesso, infatti, le vittime di violenze domestiche si trovano in una situazione di \u201cisolamento nell\u2019isolamento\u201d perch\u00e9 private della possibilit\u00e0 di comunicare con l\u2019esterno per richiedere aiuto. \u00c8 nato cos\u00ec un S.O.S. segreto, una parola in codice che le vittime di violenza possono comunicare al personale di tutte le farmacie in Spagna, permettendo cos\u00ec l\u2019avvio di un protocollo d\u2019emergenza.<\/p>\n<p>In Between Art Film ha voluto fare un richiamo diretto a questa campagna nello scegliere il titolo del suo nuovo progetto, che risponde a un duplice impulso: da un lato richiamare l\u2019attenzione su un\u2019emergenza globale \u2013 come quella della violenza di genere resa ancora pi\u00f9 urgente dal confinamento in cui gran parte del mondo si trova attualmente \u2013 dall\u2019altro fornire stimolo e sostegno alla produzione artistica, in un momento storico come questo, caratterizzato da sospensione e incertezza.<\/p>\n<p>\u201c<em>Interrogando le visioni degli artisti, attraverso il loro lavoro, intendo aprire uno spazio di riflessione sui concetti di libert\u00e0 e di limitazione, sul silenzio come spazio di violenza e sulla responsabilit\u00e0 che sento in prima persona, nel fronteggiare l\u2019emergenza culturale anche attraverso il sostegno agli artisti<\/em>\u201d ha detto Beatrice Bulgari.<\/p>\n<div id=\"attachment_13769\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13769 size-large\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/04_MASBEDO_-ASH_2010-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/04_MASBEDO_-ASH_2010-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/04_MASBEDO_-ASH_2010-300x169.jpg 300w, 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distribuzione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ARTISTS BIOGRAPHIES<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_13762\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13762\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_IVAN-ARGOTE_Two-fifty-years-old-white-males-having-emotions_2013-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_IVAN-ARGOTE_Two-fifty-years-old-white-males-having-emotions_2013.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_IVAN-ARGOTE_Two-fifty-years-old-white-males-having-emotions_2013-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_IVAN-ARGOTE_Two-fifty-years-old-white-males-having-emotions_2013-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">IVAN ARGOTE_Two fifty years old white males having emotions_2013<\/p><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/ivanargote.com\/\"><strong>Iva\u0301n Argote<\/strong><\/a>\u00a0(Bogot\u00e1, 1983) vive a Parigi. Le opere di Iv\u00e1n Argote esplorano il rapporto tra storia, politica e costruzione delle nostre soggettivit\u00e0. I suoi film, le sculture, i collage e le installazioni in spazi pubblici tentano di generare domande su come ci relazioniamo con gli altri, con lo stato, con il patrimonio e le tradizioni. Le sue opere sono critiche, a volte anche anti-establishment, e affrontano l&#8217;idea di portare sentimenti alla politica e la politica ai sentimenti con un tono forte e tenero. Tra le\u00a0 mostre personali di Iv\u00e1n Argote si segnalano: Juntos Together, ASU &#8211; Arizona State University Art Museum, Tempe (AZ); Tenerezza radicale, MALBA, Buenos Aires, 2018; Deep Affection, Perrotin, Parigi, 2018; Somos Tiernos, Museo Universitario del Chopo, Messico, 2017; Somos, Galeria Vermelho, Sao Paulo, 2017; La Venganza del Amor, Perrotin, New York, 2017; S\u00edrvete de mi, s\u00edrveme de ti, Proyecto Amil, Lima, 2016; Strengthlessness, Standard High Line, New York, USA, 2016; Un&#8217;idea di progresso, SPACE, Londra, 2016; C\u00f3mo lavar la losa coherentemente, NC Arte, Bogot\u00e1, 2016; La puesta en marcha de un sistema, Galeria ADN, Barcellona, \u200b\u200b2015; Reddish Blue, DT Project, Bruxelles, 2015; Scriviamo una storia di speranze, Galeria Vermelho, Sao Paul, 2014; Strengthlessness, Galerie Perrotin, Parigi, 2014; La Estrategia, Palais de Tokyo, Parigi, 2013; Sin hero\u00edsmos, por favor, CA2M, Madrid, 2012. Ha anche partecipato a numerose mostre collettive, biennali e festival cinematografici tra gli altri: 2019 &#8211; Desert X, Coachella Valley, California, Stati Uniti; Po\u00e9ticas de la emoci\u00f3n, Caixa Forum, Barcellona; 2018 &#8211; La strada. Dove si crea il mondo, MAXXI, Roma, IT;How to See [What Isn\u2019t There], The Burger Collection Hong Kong, curated by Gianni Jetzer, Langen Foundation, Neuss, DE ; Wonderland, High-line, New York ; Regreso al futuro, Casa Encendida, Madrid ; Hybrid Topographies, Deutsche Bank Collection, New York ; 2017 &#8211; Bienal Sur, Buenos Aires &#038; Bogota ; Continua Sphe\u0300res Ensemble, Le Centquatre-Paris, Paris ; Du Verbe a\u0300 La Communication, Carre\u0301 d\u2019Art, Ni\u0302mes ; A Decolonial Atlas, Vincent Price Art Museum, Monterey Park (CA) ; Monumentos, anti- monumentos y nueva escultura pu\u0301blica, Museo de Arte de Zapopan, Zapopan ; Future Generation Art Prize, PinchukArtCentre, Kiev &#038; Venice Biennale ; 2016 &#8211; Bread and Roses, Museum of Modern Art in Warsaw ; Festival Hors Pistes, Centre Pompidou, Paris &#038; Malaga ; Ideologue, Utah Museum of Contemporary Art, Salt Lake City ; Dear Betty : Run Fast, Bite Hard ! ; 2015 &#8211; Intersections, Cisneros Fountanals Foundation, Miami ; 5th Thessaloniki Biennale, Thessaloniki ; Levitate,Museums Quartier,Vienna ;L\u2019e\u0301loge de l\u2019heure,MUDAC,Lausanne ;2014 &#8211; Buildering :Misbehaving the City, Blaffer Art Museum, Houston &#038; CAC Contemporary Arts Center, Cincinnati ; Colonia Apocrifa, MUSAC, Le\u0301on ; The Part In The Story&#8230;, Witte de With, Rotterdam ; Utopian Days &#8211; Freedom, Total Museum of Contemporary Art, Seoul ; All about these&#8230;, National Gallery of Arts, Tirana ; Festival Hors Pistes, Centre Pompidou, Paris ; 2013 &#8211; Los irrespetuosos, Museo Carrilo Gil, Me\u0301xico DF ; 2012 &#8211; 30th Sao Paulo Biennial, Sao Paulo ; Girarse, Joan Miro\u0301 Fundation, Barcelona.<\/p>\n<div id=\"attachment_13770\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13770\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_SILVIA-GIAMBRONE_Nobodys-room_2015-1024x580.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_SILVIA-GIAMBRONE_Nobodys-room_2015-1024x580.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_SILVIA-GIAMBRONE_Nobodys-room_2015-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_SILVIA-GIAMBRONE_Nobodys-room_2015-768x435.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">SILVIA GIAMBRONE_Nobody&#8217;s room_2015<\/p><\/div>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.silviagiambrone.com\/\">Silvia Giambrone<\/a>\u00a0<\/strong>(Agrigento, 1981) vive e lavora tra Roma e Londra.\u00a0Lavora con performance, installazione, scultura, video, suono. La sua ricerca e\u0300 incentrata sulle forme sotterranee di assoggettamento. Negli ultimi quattro anni vince numerosi premi e partecipa a numerose conferenze e residenze in Europa e Stati Uniti. \u00c8 ambasciatore per Kaunas citta\u0300 europea della cultura 2022. Vince il Premio VAF 2019. Alcune tra le sue mostre piu\u0300 significative includono: <em>Pandora&#8217;s Boxes, <\/em>CCCB Museum, Madrid (2009); <em>Eurasia<\/em>, Mart, Rovereto (2009); Moscow Biennale: <em>Qui vive? <\/em>(2010); <em>Flyers<\/em>, Oncena Biennal de la Havana (2012); <em>Re-Generation<\/em>, Museo Macro, Roma (2012); <em>Mediterranea 16 <\/em>(2013); <em>Let it go<\/em>, American Academy in Rome (2013); <em>Critica in arte<\/em>, Museo MAR, Ravenna (2014); <em>Cio\u0300 che non siamo, cio\u0300 che non vogliamo<\/em>, Museo MAG, Riva del Garda (2014); <em>A terrible love of war, <\/em>Kaunas Bienale, Lituania (2015); <em>Every passion borders on the chaotic, <\/em>Museo Villa Croce, Genova (2016); <em>W Women in Italian Design<\/em>, Triennale Design Museum, Milano (2016); <em>Archeologia domestica Vol. I<\/em>, IIC, Colonia (2016); <em>Time is out of Joint, <\/em>La Galleria Nazionale, Roma (2017); <em>Corpo a corpo, <\/em>La Galleria Nazionale, Roma (2017); <em>Terra mediterranea: <\/em>in action, NiMAC, Cyprus (2017); <em>Il corpo e\u0300 un indumento fragile<\/em>, Museo del 900, Florence (2018); <em>Young Italians 1968 \u2013 2018<\/em>, Italian Institute of Culture, New York City (2018); <em>SHE DEVIL Remix<\/em>, Museo Pecci, Prato (2018); <em>Wall-eyes. <\/em><em>Looking at Italy and Africa, <\/em>Keynes Art Mile, Johannesburg (2019); <em>Donne. <\/em><em>Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione<\/em>, Galleria d\u2019Arte Moderna, Rome (2019); <em>VII Premio Fondazione VAF<\/em>, Mart Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (2019); <em>VII Premio Fondazione VAF<\/em>, Stadtgalerie Kiel, Germania (2019); <em>Italia. I racconti (in)visibli<\/em>, Gyumri, Armenia, Styles Regional Gallery (2019); <em>Feminism in Italian contemporary art<\/em>, Richard Saltoun Gallery, London (2019); <em>Sovvertimenti<\/em>, Museo Novecento, Firenze (2019); <em>Io dico io, <\/em>La Galleria Nazionale, Roma (2020). Lavora con Richard Saltoun Gallery a Londra, Galleria Marcolini a Forli\u0300 e Stefania Miscetti Studio a Roma.<\/p>\n<div id=\"attachment_13766\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13766\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_EVA-GIOLO_ATongueCalledMother_2019-1024x731.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"731\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_EVA-GIOLO_ATongueCalledMother_2019.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_EVA-GIOLO_ATongueCalledMother_2019-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_EVA-GIOLO_ATongueCalledMother_2019-768x548.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">EVA GIOLO_ATongueCalledMother_2019<\/p><\/div>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/elephy.org\/profiles\/eva-giolo\">Eva Giolo<\/a>\u00a0<\/strong>(Bruxelles, 1991)\u00a0\u00e8 un&#8217;artista audiovisiva, il suo lavoro cinematografico mostra una propensione a catturare storie familiari, proprie o altrui. Usando le strategie documentarie, dipinge i suoi ritratti e crea una finestra su mondi interni invisibili e privati. Eva Giolo ha conseguito il suo diploma alla Royal Academy of Arts (KASK) di Ghent, proseguendo i suoi studi presso il Media Arts Departement del KASK e presso il Kanazawa College of Art in Giappone. Ha completato la sua educazione musicale all\u2019Institute of Contemporary Music di Londra. Tra le esposizioni pi\u00f9 recenti si segnalano: GEM, The Hague (Vordemberge-Gildewart Award 2020);<a href=\"https:\/\/www.brakkegrond.nl\/\">Brakke Grond<\/a>, Amsterdam (Folding Figures 2019); Palazzo Strozzi, Florence (<a href=\"http:\/\/www.schermodellarte.org\/en\/visio-2019\/\">VISIO<\/a>. Moving Images After Post-Internet 2019); Arthaus Movie Theater, Havana (Arthaus Artist Residency 2019); Nona, Mechelen (Cedric Willemen Award 2019); <a href=\"https:\/\/fidmarseille.org\/en\/\">FIDMarseille<\/a>, Marseille (Expanded Trails 2019); <a href=\"https:\/\/www.muhka.be\/\">M HKA<\/a>, Antwerp (Failures of Cohabitation, 2019); <a href=\"http:\/\/www.kunsthallewien.at\/\">Kunsthalle Wien<\/a>, Vienna (Antarctica. An Exhibition about Alienation 2018); Rencontres International Paris\/Berlin (Haus der Kulturen der Welt 2018); Visite Film Festival, Het Bos Antwerp (Homeless Movies 2018); Imagine Science Film Festival, New York (Memory Error, 2017); TAZ#17, Ostend (On the look out, 2017); C\u00f4t\u00e9 court, Paris (Art vid\u00e9o #2, 2017); <a href=\"https:\/\/iffr.com\/en\">International Film Festival Rotterdam<\/a> (Deep Focus, 2017); Blaa Galleri, Copenhagen (Unfold II, 2016); Huis Van Alijn, Ghent (Homeless movies, 2016); <a href=\"https:\/\/www.bozar.be\/\">BOZAR<\/a>, Brussels (Hommage, 2016); Courtisane Film Festival, Ghent (Notes on Cinema, 2016\/2019); Ishibiki Gallery, Kanazawa (Mu, 2014); In Out Film Festival, Gdansk (II cz\u0119\u015b\u0107, 2014). Eva Giolo ha vinto il VAF Wildcard per il film sperimentale (2016) e il Cedric Willemen Award nel 2019. \u00c8 stata nominata per il VG Award 2020. \u00c8 stata residente post-lauream presso l\u2019HISK (2018-2020) e ha ottenuto una residenza artistica presso WIELS che si terr\u00e0 nell&#8217;estate 2020. \u00c8 un membro fondatore di elephy.<\/p>\n<div id=\"attachment_13764\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13764\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_BASIR-MAHMOOD_A-Message-to-the-Sea_2012-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_BASIR-MAHMOOD_A-Message-to-the-Sea_2012.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_BASIR-MAHMOOD_A-Message-to-the-Sea_2012-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_BASIR-MAHMOOD_A-Message-to-the-Sea_2012-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">BASIR MAHMOOD_A Message to the Sea_2012<\/p><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.basirmahmood.com\/\"><strong>Basir Mahmood<\/strong><\/a>, nato nel 1985 a Lahore in Pakistan,\u00a0ha frequentato a Lahore la Beaconhouse National University. Nel 2011 ottiene una borsa di studio presso l\u2019Akademie Schloss Solitude a Stoccarda, in Germania. Tra il 2016 e il 2017 gli viene assegnata una Research-Fellowship di due anni presso la Rijksakademie van beeldende kunsten di Amsterdam. Il suo lavoro riflette le tematiche sociali e storiche che riguardano anche il suo ambiente personale. Nei suoi video, film e fotografie, Mahmood unisce pensieri, scoperte e intuizioni intrecciando sequenze poetiche e differenti forme di narrazione. Dal 2011, le sue opere sono state esposte in numerosi musei ed istituti culturali tra cui si segnala: The Garden of Eden, Palais de Tokyo, Parigi, 2012; III Biennale Internazionale di Mosca, Mosca, 2012; Broad Museum, Michigan State University, East Lansing, 2012; Asia Pacific Time of others, Museum of Contemporary Art Tokyo, Tokyo, 2015; Biennale di Yinchuan, Yichuan, 2016; Abraaj Group Art Prize Show, Dubai, 2016; Contour Biennale 8, Malines, 2017; Tableaux Vivants, Fondazione Etrillard, Parigi, 2017; 10a Biennale di Berlino per l&#8217;arte contemporanea, Berlino, 2018; Freedom of Movement, Stedelijk Museum, Amsterdam, 2018 e Biennale Internazionale di Innsbruck, 2020. Mahmood ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per il suo lavoro. Recentemente \u00e8 stato selezionato come finalista del prestigioso Paulo Cunha e Silva Art Prize, la mostra che include le opere dei sei finalisti si svolger\u00e0 presso la Galeria Municipal do Porto, nel giugno 2020. Il suo lavoro \u00e8 presente in diverse collezioni private, le sue opere sono state acquisite dalla collezione Queensland Art Gallery di Brisbane, in Australia, dal Museo Stedelijk di Amsterdam e dal Centre National des Arts Plastiques di Parigi.<\/p>\n<div id=\"attachment_13768\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13768\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_MASBEDO_BLIND-MIRRORS_2019-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_MASBEDO_BLIND-MIRRORS_2019-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_MASBEDO_BLIND-MIRRORS_2019-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_MASBEDO_BLIND-MIRRORS_2019-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_MASBEDO_BLIND-MIRRORS_2019.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">MASBEDO_BLIND MIRRORS_2019<\/p><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.masbedo.org\"><strong>MASBEDO<\/strong><\/a>\u00a0sono Nicol\u00f2 Massazza (1973) e Iacopo Bedogni (1970). Vivono a Milano, lavorano insieme dal 1999 e hanno sviluppato la loro arte nell&#8217;ambito specifico della videoarte e della installazione video. Da un punto di vista contenutistico la loro ricerca affronta, tra gli altri temi, il paradosso dell&#8217;incomunicabilit\u00e0 nell&#8217;era della comunicazione. Ci\u00f2 ha condotto alla realizzazione di opere di sapore pi\u00f9 intimistico e, viceversa, a opere dall&#8217;esito antropologico-sociale-politico. Da un punto di vista formale i MASBEDO hanno un approccio pittorico nella realizzazione dei loro video e perseguono l&#8217;obiettivo di coinvolgere lo spettatore gestendo lo spazio creato dal video concependo l&#8217;immagine in movimento in modo\u00a0installativo\u00a0e\u00a0immersivo. Il lavoro dei MASBEDO \u00e8 una sintesi di teatro, performance, spazio, architettura e video\/cinema e la dimensione narrativa legata all&#8217;immagine in movimento trova nell&#8217;installazione video una sua spazializzazione. Loro opere sono state esposte in musei, biennali e istituzioni di tutto il mondo, tra cui: 2019 &#8211; ICA Istituto Contemporaneo per le Arti Milano, Palazzo Dugnani Milano; 2018\u00a0&#8211; MAMM Multimedia Art Museum Moscow, Manifesta12 Palermo, Kunstlaboratorium Vestfossen Oslo,\u00a0Centre Pompidou\/Forum des Immages Paris, Haus der Kulturen der Welt Berlin; 2017\u00a0&#8211;\u00a0Marta Herford; 2016\u00a0&#8211; Reggia di Venaria Reale Torino,\u00a0Museum of Contemporary Art Zagreb, Nomas Foundation Roma, Blickle Foundation Stuttgart; 2015\u00a0&#8211; MART Rovereto,\u00a0Changjiang Museum of Contemporary Art, Art Basel Film Hong Kong Arts Centre; 2014\u00a0&#8211; Fondazione Merz; 2013\u00a0&#8211;\u00a0Leopold Museum Vienna, MAMBA Museo de Arte Moderno de Buenos Aires; 2012\u00a0&#8211; Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea Torino; 2011\u00a0&#8211; Art Unlimited Basel, MAXXI Roma,\u00a0OK Offenes Kulturhaus Linz, EMAF European Media Art Festival Osnabr\u00fcck; 2010\u00a0&#8211; Center for Contemporary Art Ujazdowsky Castle Warsaw,\u00a0CAAM Centro Atl\u00e1ntico de Arte Moderno Las Palmas, Kaohsiung Museum of Fine Arts Taiwan; 2009\u00a0&#8211; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof\u00eda Madrid, 53. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte la Biennale di Venezia; 2007\u00a0&#8211; Centro per l&#8217;Arte Contemporanea Luigi Pecci Prato, Tel Aviv Museum of Art; 2006\u00a0&#8211; CCCB Centre de Cultura Contempor\u00e0nia de Barcelona, DA2 Domus Artium 02 Salamanca,\u00a0Hangar Bicocca Milano.<\/p>\n<div id=\"attachment_13772\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13772\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_ELENA-MAZZI_-Self-portrait-with-a-whale-backpack_2016-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_ELENA-MAZZI_-Self-portrait-with-a-whale-backpack_2016-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_ELENA-MAZZI_-Self-portrait-with-a-whale-backpack_2016-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_ELENA-MAZZI_-Self-portrait-with-a-whale-backpack_2016-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_ELENA-MAZZI_-Self-portrait-with-a-whale-backpack_2016-360x240.jpg 360w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_ELENA-MAZZI_-Self-portrait-with-a-whale-backpack_2016.jpg 1550w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">ELENA MAZZI_ Self-portrait with a whale backpack_2016<\/p><\/div>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/elenamazzi.com\/\">Elena Mazzi<\/a> <\/strong>(Reggio Emilia, 1984), dopo gli studi presso l\u2019Universit\u00e0 di Siena e lo IUAV di Venezia, ha trascorso un periodo di formazione al Royal Institute of Art (Konsth<em>\u00f6<\/em>gskolan) di Stoccolma. Partendo dall\u2019esame di territori specifici, nelle sue opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunit\u00e0 locali, nell\u2019intento di suggerire possibili risoluzioni del conflitto uomo-natura-cultura. La sua metodologia di lavoro, vicina all\u2019antropologia, privilegia un approccio olistico volto a ricucire fratture in atto nella societ\u00e0, che parte dall\u2019osservazione e procede combinando saperi diversi. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, tra cui: Whitechapel Gallery di Londra, BOZAR a Bruxelles, Museo del Novecento di Firenze, MAGA di Gallarate, GAMeC a Bergamo, MAMbo a Bologna, AlbumArte a Roma, Sonje Art Center a Seoul, Palazzo Ducale a Urbino, Palazzo Fortuny a Venezia, Fondazione Golinelli a Bologna, Centro Pecci per l\u2019arte contemporanea a Prato, 16\u00b0 Quadriennale di Roma, GAM di Torino, 14\u00b0 Biennale di Istanbul, 17\u00b0 BJCEM Biennale del Mediterraneo, Fittja Pavilion durante la 14\u00b0 Biennale d\u2019Architettura di Venezia, COP17 a Durban, Istituto Italiano di Cultura a New York, Bruxelles, Stoccolma, Johannesburg e Cape Town, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Ha partecipato a diversi programmi di residenza in Italia e all&#8217;estero. E\u2019 vincitrice, tra gli altri, della 7\u00b0 edizione dell&#8217;Italian Council promosso dal Ministero dei Beni Culturali, del XVII Premio Ermanno Casoli, Premio STEP Beyond, Premio OnBoard, VISIO Young Talent Acquisition prize, premio Eneganart, borsa Illy per Unidee, Fondazione Pistoletto, nctm e l\u2019arte, premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, premio Lerici Foundation, Movin\u2019up.<\/p>\n<div id=\"attachment_13763\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13763\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_ADRIAN-PACI_RASHA_2017-1024x622.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"622\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_ADRIAN-PACI_RASHA_2017.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_ADRIAN-PACI_RASHA_2017-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02_ADRIAN-PACI_RASHA_2017-768x467.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">ADRIAN PACI_RASHA_2017<\/p><\/div>\n<p><strong>Adrian Paci<\/strong>, nato a Scutari, in Albania nel 1969,\u00a0ha studiato pittura nell\u2019Accademia di Belle Arti di Tirana. Nel 1997 si \u00e8 spostato a Milano dove vive e lavora. Durante la sua carriera artistica ha avuto mostre personali nelle varie istituzioni internazionali come Galleria Nazionale dell\u2019Arte, Tirana ( 2019), Krems Kunsthalle (2019), Museo Novecento, Firenze ( 2017); MAC, Mus\u00e9e d&#8217;Art Contemporain de Montr\u00e9al (2014); Padiglione d\u2019Arte Contemporanea \u2013 PAC, Milan (2014); Jeu de Paume, Paris (2013); National Gallery of Kosovo, Prishtina (2012); Kunsthaus Zurich,\u00a0Zurich\u00a0(2010); Bloomberg Space, London (2010);\u00a0The Center for Contemporary Art \u2013\u00a0CCA, Tel Aviv (2009); Museum am Ostwall, Dortmund (2007); MoMA PS1, New York (2006) and Contemporary Arts Museum, Houston (2005).\u00a0Tra le varie mostre collettive, i lavori di Adrian Paci sono stati esposti nella 14esima Biennale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia (2014); nella 48esima e nella 51esima edizione della Mostra Internazionale \u2013\u00a0La Biennale di Venezia\u00a0(rispettivamente nel 1999 e 2005); nella 15esima Biennale di Sydney (2006); nella 15esima Quadriennale di Roma, dove ha vinto il primo premio (2008); nella Biennale de Lyon (2009); e nella quarta i Biennale di Salonicco (2013). I suoi lavori si trovano in numerose collezioni pubbliche e private come Metropolitan Museum, New York, Museum of Modern Art, New York, Mus\u00e9e d\u2019Art Contemporain de Montr\u00e9al, Centre Pompidou, Paris, Israel Museum, Jerusalem, MAXXI, Rome, Fundacio Caixa, Barcelona, Moderna Museet, Stockholm, Kunsthaus Z\u00fcrich, Zurich, Switzerland, UBS Art Collection, London, Museum of Contemporary Art, Miami, New York Public Library, New York, Solomon Guggenheim Foundation, New York, Seattle Art Museum, Seattle. Adrian Paci insegna pittura e arti visive presso la Nuova Accademia di Belle Arti, NABA, Milano. Lui ha insegnato materie artistiche nell\u2019Accademia Carrara di Belle Arti, Bergamo, 2002-2006, IUAV, Venezia 2003-2015 e ha tenuto lezioni e laboratori d\u2019arte in varie Universit\u00e0, Accademie\u00a0e Istituzioni artistiche in vari paesi del mondo.<\/p>\n<div id=\"attachment_13773\" style=\"width: 1034px\"  class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-13773\" src=\"http:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_JANIS-RAFA_A-Sign-of-Prosperity-to-the-Dreamer_2014-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_JANIS-RAFA_A-Sign-of-Prosperity-to-the-Dreamer_2014-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_JANIS-RAFA_A-Sign-of-Prosperity-to-the-Dreamer_2014-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_JANIS-RAFA_A-Sign-of-Prosperity-to-the-Dreamer_2014-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05_JANIS-RAFA_A-Sign-of-Prosperity-to-the-Dreamer_2014.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">JANIS RAFA_A Sign of Prosperity to the Dreamer_2014<\/p><\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.janisrafailidou.co.uk\/\"><strong>Janis Rafa<\/strong><\/a> (Atene, 1984) vive e lavora ad Amsterdam e ad Atene. Ha completato la sua formazione all&#8217;Universit\u00e0 di Leeds (2002-2012) con un dottorato sulla videoarte ed \u00e8 stata residente alla Rijksakademie (2013-2014). Nel 2019 ha presentato la sua prima mostra personale al Centraal Museum di Utrecht. Di recente ha completato il suo primo lungometraggio, Kala Azar (2020), che \u00e8 stato presentato in anteprima mondiale nella sezione Tiger Competition dell\u2019International Film Festival di Rotterdam, vincendo l\u2019AFK award per la migliore (co) produzione olandese. Il film sar\u00e0 presentato in anteprima negli Stati Uniti al MoMA nella sezione New Directors\/New Films e al Lincoln Center (New York). Uscir\u00e0 nei Paesi Bassi nell&#8217;agosto 2020. Le opere di Janis Rafa sono state esposte a Palazzo Medici Riccardi (2017), Centre d&#8217;art contemporain Chanot (2017), Kunsthalle Munster (2017), Museum Voorlinden (2017), EYE Film Institute (2016), Kunstfort Vijfhuizen (2016), Palazzo Strozzi (2015), Museo statale di arte contemporanea di Salonicco (2011), Manifesta 8 (2010). Le sue opere sono state proiettate in festival cinematografici come: IFF Rotterdam, Netherlands Film Festival, BFI London, Viennale IFF e Rencontres Internationales (2016, 2010). Il suo lavoro fa parte delle collezioni del Museo Stedelijk e della collezione del Centraal Museum di Utrecht.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CURATORS BIOGRAPHIES<\/strong><\/p>\n<h5><strong>Leonardo Bigazzi<\/strong><\/h5>\n<p>Leonardo Bigazzi (Fiesole, 1982) \u00e8 curatore de <em>Lo schermo dell\u2019arte Film Festival <\/em>a Firenze con cui collabora sin dalla prima edizione del 2008. Nel contesto del Festival \u00e8 stato responsabile dei progetti speciali con gli artisti Hito Steyerl, Hassan Khan, Omer Fast, Hiroshi Sugimoto e Melik Ohanian. \u00c8 inoltre co-direttore di <em>Feature Expanded <\/em>(2015- ) e curatore di <em>VISIO European Programme on Artists\u2019 Moving Images<\/em> (2012- ), programmi internazionali a cui hanno partecipato oltre 150 artisti. Tra le mostre curate negli ultimi anni: <em>VISIO\u00a0Moving Images\u00a0After Post-Internet (<\/em>Palazzo Strozzi, Firenze<em>), Invisible Cities (<\/em>MAXXI, Roma<em>), Petrit Halilaj Shkr\u00ebpetima (<\/em>Fondazione Merz, Torino; Paul Klee Zentrum, Bern; Runik, Kosovo<em>), European Identities. <\/em><em>New Geographies in Artists\u2019 Film and Video (<\/em>Le Murate, Firenze<em>), Directing the Real. <\/em><em>Artists\u2019 Films and Video in the 2010s (<\/em>Palazzo Medici Riccardi, Firenze; Passerelle Centre d&#8217;art contemporain, Brest<em>)<\/em><em>.\u00a0<\/em>Dal 2014 al 2016 \u00e8 stato curatore del <em>Museo Marino Marini<\/em> di Firenze dove ha curato le mostre personali di Rayyane Tabet e Pablo Bronstein e vari altri progetti. Nel 2016 ha co-curato la prima edizione de <em>La Nuite blanche de Monaco<\/em>. Ha diretto la produzione ed \u00e8 stato consulente curatoriale dell\u2019artista Petrit Halilaj per 12 mostre, tra cui la sua partecipazione alla <em>57. Biennale di Venezia<\/em>, dove ha vinto la menzione speciale della giuria, e la sua mostra personale al <em>New Museum<\/em> (New York). \u00c8 membro della commissione di acquisizione del <em>FRAC Bretagne<\/em> (2020-2022) e ha fatto parte nel 2017 di quella del <em>FRAC Champagne-Ardenne<\/em>.<\/p>\n<p>Ha una Laurea Magistrale in Scienze per i Beni Culturali all\u2019Universit\u00e0 di Firenze e ha insegnato e tenuto conferenze in varie Universit\u00e0, Accademie e Istituzioni d\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<h5><strong>Alessandro Rabottini<\/strong><\/h5>\n<p>Alessandro Rabottini e\u0300 un critico d\u2019arte e curatore che vive tra Londra e Milano.\u00a0Dal 2017, e\u0300 Direttore Artistico di miart \u2013 la fiera internazionale d\u2019arte moderna e contemporanea di Milano. Rabottini ha curato numerose mostre in musei e istituzioni fra cui, solo tra il 2014-2015, la retrospettiva di Robert Overby \u201cRobert Overby: Works (1935-1993)\u201d al Centre d&#8217;Art Contemporain diGinevra, e che poi ha viaggiato allaGAMeC di Bergamo, alla Bergen Kunsthall di Bergen, e a Le Consortium di Dijon; e le personali di John Latham \u201cGreat Noit. Works 1955-1998\u201d e di Gianfranco Baruchello \u201cCold Cinema. Films, Videos and Works 1960-1999\u201d a La Triennale di Milano, a seguito della quale ha co-editato la prima monografia completa che esplora la produzione filmica dell\u2019artista dagli anni Sessanta in poi (\u200b<em>Gianfranco Baruchello: Archive of Moving Images (1960-2016)<\/em>\u200b, \u200bMousse Publishing). Ha anche curato mostre personali di Elad Lassry e Adrian Paci al PAC &#8211; Padiglione d\u2019Arte Contemporanea, Milano; e Danh Vo a Villa Medici, Roma. Precedentemente, nel suo ruolo di Curatore Esterno al Museo MADRE di Napoli, Rabottini ha curato mostre retrospettive di Walid Raad, Ettore Spalletti e Padraig Timoney. Come Curatore Esterno alla GAMeC di Bergamo, Rabottini ha inoltre curato mostre personali di artisti internazionali come Mircea Cantor, Keren Cytter, Latifa Echakhch, Giuseppe Gabellone, Johannes Kahrs, David Maljkovic, Victor Man, Kris Martin, Pratchaya Phinthong, Pietro Roccasalva, Tim Rollins &#038; K.O.S, Sterling Ruby, Tris Vonna-Michell, e Jordan Wolfson. Rabottini ha anche contribuito a cataloghi e volumi pubblicati da musei sulle pratiche di artisti come Uri Aran, Cecily Brown, Maaike Schoorel, Dana Schutz, Piotr Uklan\u0301ski, Paloma Varga Weisz, e Cristof Yvore\u0301.<\/p>\n<h5><strong>Paola Ugolini<\/strong><\/h5>\n<p>Paola Ugolini vive e lavora a Roma. \u00c8 critica d\u2019arte e curatrice indipendente.\u00a0Scrive regolarmente per\u00a0Exibart. Dalla fine degli anni Ottanta ha curato numerose mostre e progetti artistici concentrandosi principalmente sul lavoro delle artiste, la video-arte, l\u2019uso del corpo nella performance art e i rapporti fra Arte e femminismo. Nel 1990 ha fatto parte del team curatoriale della collettiva <em>Ubi Motus Ubi Fluxus<\/em> per la XLIV Biennale di Venezia; nel 1993 \u00e8 stata assistant curator di <em>Macchine per la Pace<\/em> per la 45a Biennale di Venezia. Nel 2006 \u00e8 stata assistant curator della mostra personale di Gino de Dominicis al PS1 e al MoMA di New York. Nel 2014 ha curato con Cristiana Perrella la collettiva di video-arte <em>Oltre i Limiti e i confini<\/em> al Museo MAXXI di Roma. Dal 2015 \u00e8 guest curator della Galleria Richard Saltoun di Londra con le collettive: <em>The Body as Language, Women look at Women, Vocalizing (Greta Sh\u00f6dl e Tomaso Binga) e Femimism in ITalian Contemporary Art: Silvia Giambrone e Marinella Senatore<\/em>. Nel 2017 ha curato la collettiva <em>Corpo a Corpo<\/em> per La Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, un confronto fra le artiste femministe italiane nate dopo la met\u00e0 degli anni Settanta e le artiste militanti che hanno realizzato performance in Italia nel decennio Sessanta e Settanta. Paola Ugolini \u00e8 screening curator di CortoArteCircuito e dal 2018 del Museo 900 di Firenze, Art Advisor per importanti collezioni private italiane e fa parte dal 2015 del comitato scientifico di AlbumArte, spazio d&#8217;arte contemporanea indipendente con sede a Roma.<\/p>\n<h5><strong>In Between Art Film<\/strong><\/h5>\n<p>In Between Art Film \u00e8 una casa di produzione cinematografica, fondata nel 2012 da Beatrice Bulgari, specializzata nella produzione di film indipendenti e documentari d\u2019artista che si basano sull\u2019interdisciplinariet\u00e0 e lo scambio tra i diversi linguaggi artistici del nostro tempo. La sua missione \u00e8 quella di esplorare i suggestivi e sempre pi\u00f9 labili confini che intercorrono tra le arti per dare ad artisti e cineasti la possibilit\u00e0 di esprimersi liberamente. Da tempo gli artisti sfidano le barriere che dividono le discipline artistiche, rifiutando le catalogazioni, influenzandosi reciprocamente e dando vita a una stimolante intersezione tra cinema, video-installazione, letteratura, fotografia e performance.<\/p>\n<p>In otto anni di attivit\u00e0, In Between Art Film ha dato vita a importanti collaborazioni di carattere istituzionale e partnership culturali tra cui: <em>vice versa<\/em>\u00a0Padiglione Italia, 55. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte della Biennale di Venezia (Venezia, 2013); Biennale de l\u2019Image en Mouvement (Centre d&#8217;Art Contemporain Gen\u00e8ve, 2016 &#8211; 2018); Miart (Milano 2016 \u2013 2020); Tate Film (Londra, 2017-2019); Maxxi Videogallery (Roma, 2017 -2019);\u00a0<em>Il Mondo Magico\u00a0<\/em>Padiglione Italia, 57. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte della Biennale di Venezia (Venezia, 2017); Documenta 14 (Atene &#8211; Kassel, 2017), Lo Schermo dell\u2019Arte (Firenze 2017 \u2013 2019) Dhaka Art Summit (Dhaka, 2018); Manifesta 12 (Palermo, 2018); Videocitt\u00e0 (Roma, 2018); Loop Barcelona (2018 &#8211; 2019); Serpentine Galleries (2019), Neither Nor: The Challenge to the Labyrinth, Padiglione Italia, 58. Esposizione Internazionale d&#8217;Arte della Biennale di Venezia (Venezia, 2019).<\/p>\n<h5><strong>Beatrice Bulgari<\/strong><\/h5>\n<p>Beatrice Bulgari vive e lavora tra Roma e New York. Inizia la sua carriera collaborando come scenografa e costumista in numerosi film tra cui \u201cCinema Paradiso\u201d diretto da Giuseppe Tornatore.<\/p>\n<p>Nel 2007 crea CortoArteCircuito un format che ha prodotto documentari girati da registi internazionali filmando negli studi di artisti contemporanei come Marco Tirelli, Alfredo Pirri, Luigi Ontani e documentando il backstage di installazioni site-specific e mostre internazionali di artisti quali Michelangelo Pistoletto e Antony Gormley.<\/p>\n<p>Nel 2012 fonda In Between Art Film, una societ\u00e0 di produzione cinematografica, dedicata ad artisti, cineasti e registi che vogliono esplorare liberamente un approccio interdisciplinare che coniughi il linguaggio del cinema e il linguaggio dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p>In questi anni, Beatrice Bulgari ha prodotto diversi lungometraggi e film d&#8217;artista collaborando tra gli altri con Yervant Gianikian, Masbedo, Diego Marcon, William Kentridge, Vanessa Beecroft, Pierre Bismuth, Orhan Pamuk e Shirin Neshat.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, la violenza sulle donne tende ad aumentare nelle situazioni di crisi, come disastri naturali, guerre o epidemie. 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