{"id":1508,"date":"2017-03-31T16:57:45","date_gmt":"2017-03-31T16:57:45","guid":{"rendered":"http:\/\/thesignspeaking.com\/2018\/02\/02\/angela-ardisson-3\/"},"modified":"2018-06-05T12:41:28","modified_gmt":"2018-06-05T10:41:28","slug":"angela-ardisson-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/angela-ardisson-3\/","title":{"rendered":"Angela Ardisson"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><p>In occasione della Design Week, Angela Ardisson presenta Nut, la sua ultima collezione di lampade e, data la curiosit\u00e0, noi di thesignspeaking siamo andati nel suo studio atelier in Ticinese, a Milano, per farci raccontare di che si tratta.<\/p>\n<p><i>Conosciamo ormai da anni la tua passione per la luce e anche questa volta ci farai conoscere una tua nuova interpretazione in tema di illuminazione\u2026 Parlaci del tuo progetto<\/i>.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 nato l\u2019autunno scorso. L\u2019interior designer Michela Curetti mi aveva chiesto di creare una lampada per una casa con grandi affacci sull\u2019esterno, in montagna ed io avevo realizzato per i clienti una scultura in tessuto metallico che consentisse col suo volume di contenere sufficiente espressione luminosa sul grande tavolo del soggiorno e che, al contempo, non facesse ombra nella stanza. Un compromesso tra volumi, materiali e sorgente di luce. Per illuminare ho utilizzato le sfere di led, che finalmente da qualche anno, sostituiscono felicemente le boulle ad incandescenza, <i>(ndr quelle a tungsteno hanno da sempre rappresentato il <\/i><i>\u2019<\/i><i>cuore pulsante<\/i><i>\u2019 <\/i><i>delle sue sculture, affascinanti per la loro forma e per i loro filamenti a vista&#8230;)<\/i>. Ed \u00e8 proprio in questo contesto che ho pensato a Nut. La mia intenzione \u00e8 stata quella di trovare una soluzione <i>trasparente<\/i> in grado sagomare la lampadina ed impedire che il bagliore luminoso desse fastidio agli occhi.\u00a0Nut \u00e8 l\u2019involucro che riveste la luce e protegge il nostro sguardo dal suo riflesso.<\/p>\n<p><i>E questa \u00e8 solo la parte pi\u00f9 \u2018perforante&#8217; del progetto di Angela Ardisson. Raccontaci come si sviluppa la collezione?<\/i><\/p>\n<p>La noce ha ispirato il progetto, sia nell\u2019aspetto illuminotecnico sia per la forma. Ci sono un contenuto ed un contenitore, un\u2019ellisse che abbraccia una circonferenza. Sinuosit\u00e0 femminili e minimalismo formale, poich\u00e9 il materiale \u00e8 uno, l\u2019ottone, cos\u00ec come una \u00e8 la forma. La collezione comprende i modelli a sospensione, da terra, da tavolo e a parete. Nell\u2019allestimento saranno presenti anche alcune maxi sculture luminose in bronzo e alcuni pezzi della collezione EARTHLANDS presentata lo scorso anno.\u00a0<i>Partner dell\u2019esposizione \u00e8 Altai, ovvero Raffaele Carrieri.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Si, sono molto felice di averlo al mio fianco con i suoi preziosi tappeti. Raffaele ha un gusto raffinatissimo e negli anni ha mantenuto la passione per il suo lavoro, per la ricerca e l\u2019innato piacere di tramandare racconti antichi. Storie che legano trame.<\/p>\n<p>Gli esemplari dei primi \u2018900 scelti per l\u2019allestimento di ARTPLAYFACTORY venivano prodotti dai nomadi che vivevano sui vasti altipiani dell\u2019Anatolia centro-orientale per assolvere alle necessit\u00e0 quotidiane. Usati come stuoie a terra o come isolamento termico a parete all\u2019interno delle tende, erano tessuti con i colori naturali della lana di capra. \u201c<i>Il termine turcofono Kara significa nero, come le lane utilizzate, e grazie alla grande resistenza del materiale i tappeti venivano anche usati per l\u2019essiccazione delle albicocche, unica fonte di vitamine durante i rigidi inverni. La presenza di piccoli ricami o di fili di diverso colore sono segni di protezione totemica<\/i>\u201d spiega Carrieri. E\u2019 stata proprio questa \u201cutilit\u00e0\u201d a preservare intatti, nel corso dei millenni, i caratteri originari di essenzialit\u00e0 del disegno e raffinatezza del filato rudimentale. Tratti che ritroviamo anche nelle poetiche creazioni di Angela Ardisson.<\/p>\n<p><u><b>Angela Ardisson, biografia<\/b><\/u><\/p>\n<p>Angela Ardisson nasce in Toscana nel 1966. Inizia il suo percorso creativo sin dall\u2019et\u00e0 di 20 anni e lavora come grafico, art director e art designer. Nel 2000 apre Artplayfactory Design Studio dove continua la sperimentazione di materiali\u00a0e tecniche lavorative diverse tra loro, mescolando abilit\u00e0 artigianali apprese nel tempo dapprima come autodidatta,\u00a0successivamente divenute <i>know how <\/i>imprescindibile del suo personale concept lavorativo e che contraddistingue\u00a0le sue opere ovunque nel mondo. Tra le sue realizzazioni: Baxter (lampada Lais), Peck Italian Bar Milano (installazioni luce), Alberto Guardiani (illuminazione showroom e store in tutto il mondo), Grevi (stores), Ingeo Nature Works Earth Month NY (progetto e art direction), Dyson (art direction), Henry Beguelin Milano (store e showroom), Swarovski (installazione), Straf Hotel Milano (co-art direction), Maurizio Pecoraro (showroom), Miu Miu e Prada (installazioni vetrine Milano), Malo NY (installazioni vetrine).<\/p>\n<p>photo credits: \u00a9Thomas Pagani<\/p>\n<p><strong>4-9 aprile, 10am &#8211; 7pm<\/strong><\/p>\n<p><strong>cocktail vened\u00ec\u00a07 dalle ore\u00a07pm<\/strong><\/p>\n<p><strong>Wena&#8217;s\u00a0live show<\/strong><\/p>\n<p><strong>viale San Michele del Carso 10<\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano<\/strong><\/p>\n<p class=\"ch-description\" style=\"padding: 0 !important; font-family: 'Dosis',sans-serif; color: #aaa; font-size: 12px; line-height: 16px;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/nut-by-angela-ardisson_ph_thomas-pagani_zoom_low.jpg\" \/> <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/nut-by-angela-ardisson_ph_thomas-pagani_low.jpg\" \/><\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interview about her new lighting collection.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3960,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1508"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1508"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1508\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}