{"id":18233,"date":"2026-09-10T15:12:11","date_gmt":"2026-09-10T13:12:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/?p=18233"},"modified":"2026-09-10T15:32:07","modified_gmt":"2026-09-10T13:32:07","slug":"dance-to-the-end-of-the-world","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/dance-to-the-end-of-the-world\/","title":{"rendered":"BALLARE FINO ALLA FINE DEL MONDO"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Carlos Aires trasforma la Nave 0 del Matadero Madrid in una pista da ballo sospesa tra euforia e rovina. Dall&#8217;11 settembre 2026 al 24 gennaio 2027<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 uno spazio a Madrid che porta ancora i segni di un incendio. Le pareti bruciate, le tracce visibili di una violenza passata. Carlos Aires le ha guardate e ha deciso di non nasconderle, ma di abitarle, trasformando la Nave 0 del Matadero Madrid in qualcosa di difficile da classificare: una discoteca sotterranea, un after che non finisce, un luogo in cui la festa e la catastrofe occupano lo stesso tempo e la stessa luce.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bailad, bailad, malditos<\/em> \u00e8 la nuova installazione site-specific dell&#8217;artista multidisciplinare Carlos Aires, prima esposizione personale in un&#8217;istituzione pubblica madrilena, curata da Jos\u00e9 Luis Romo, direttore artistico del <strong><a href=\"https:\/\/www.mataderomadrid.org\/\">Matadero Madrid<\/a><\/strong>, nell&#8217;ambito del programma <em>Abierto x Obras<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Cartel_expo_CARLOS_AIRES_AbiertoxObras.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18235\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">CARLOS AIRES, Abierto x Obras<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ballare come forma di resistenza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il titolo rimanda al film di Sydney Pollack <em>They Shoot Horses, Don&#8217;t They?<\/em> del 1969, ambientato durante la Grande Depressione americana e distribuito in Spagna con il titolo <em>Bailad, bailad, malditos<\/em> (in Italia, <em>Non si uccidono cos\u00ec anche i cavalli?<\/em>) da cui Aires prende direttamente le parole: coppie costrette a ballare per giorni interi, i corpi portati al limite in una competizione in cui fermarsi significa essere fuori. Il ballo come celebrazione, certo, ma anche come esaurimento, come necessit\u00e0 di continuare quando continuare \u00e8 l&#8217;unica forma di sopravvivenza. Aires aveva gi\u00e0 usato questo riferimento in una mostra oltre vent&#8217;anni fa. Torna qui con una forza diversa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18236\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Collage_Carlos-Aires-125x125.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stills Videos, photo credits Cheveeyo &#038; Malafamaestudios<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Euforia e inquietudine<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Entrando nell&#8217;installazione, il familiare comincia a farsi strano. La pista da ballo \u00e8 reale, ma l&#8217;architettura che la contiene sembra ferma in un momento incerto, tra ci\u00f2 che ancora regge e ci\u00f2 che potrebbe cedere. Il crollo non si vede, ma si intuisce. Qualcosa accompagna il visitatore senza mai mostrarsi del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono \u00e8 centrale: una olofonia creata in collaborazione con Federico Gonz\u00e1lez (alias Suricata), voci e presenze invisibili che avvolgono lo spazio senza rivelare la propria origine. Anche le tecnologie pensate per vedere nel buio trovano qui i propri limiti. La vista non basta. Quello che rimane \u00e8 una sensazione, un&#8217;atmosfera, un dubbio.<\/p>\n\n\n\n<p>La pratica di Aires esplora da sempre le relazioni tra potere, economia, violenza, desiderio e memoria. La musica \u00e8 uno degli strumenti privilegiati: archivio culturale, linguaggio politico, dispositivo critico. In questa installazione, tutto converge in uno spazio in cui gli eventi si sovrappongono a una velocit\u00e0 che non lascia tempo per assimilarli, mentre la vita quotidiana continua il suo corso. L&#8217;ordinario e lo straordinario, la celebrazione e il disastro: stessa stanza, stesso momento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1.Carlos-Aires_@LLUC-QUERALT-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18234\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1.Carlos-Aires_@LLUC-QUERALT-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1.Carlos-Aires_@LLUC-QUERALT-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1.Carlos-Aires_@LLUC-QUERALT-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1.Carlos-Aires_@LLUC-QUERALT-360x240.jpg 360w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1.Carlos-Aires_@LLUC-QUERALT.jpg 1160w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carlos Aires portrait, photo Lluc Queralt<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Carlos Aires<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/carlosaires.com\/\"><strong>Carlos Aires<\/strong><\/a> (Ronda, 1974) \u00e8 un artista multidisciplinare che vive e lavora a Madrid. La sua ricerca attraversa potere, economia, violenza, desiderio e memoria, usando la musica come archivio culturale e dispositivo critico. Laureato in Belle Arti all&#8217;Universit\u00e0 di Granada, ha completato la sua formazione alla Fontys Academie nei Paesi Bassi, all&#8217;HISK in Belgio e alla Columbus State University negli Stati Uniti. Ha ricevuto il Premio Generaciones Caja Madrid, il Young Belgian Art Prize e una borsa Fulbright.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il programma Abierto x Obras<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Abierto x Obras<\/em> \u00e8 il programma di Matadero Madrid che invita artisti contemporanei a produrre opere concepite specificamente per la Nave 0, una ex cella frigorifera del matadero municipale, esplorando il dialogo tra creazione e spazio. Rilanciato nell&#8217;aprile 2025 dopo una prima fase tra il 2007 e il 2018, ha gi\u00e0 ospitato interventi di Greta Alfaro, Eva F\u00e1bregas, M\u00f3nica Mays e Cristina Mej\u00edas, quest&#8217;ultima premiata con il Premio Ojo Cr\u00edtico 2026 nelle arti visive per la sua installazione nella stessa sede.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Bailad, bailad, malditos, Carlos Aires<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Visitabile presso la Nave 0, del centro municipale Matadero di Madrid dall&#8217;11 settembre al 24 gennaio, nell&#8217;ambito del programma Abierto x Obras.<\/em><\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlos Aires trasforma la Nave 0 del Matadero Madrid in una pista da ballo sospesa tra euforia e rovina. Dall&#8217;11 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 C&#8217;\u00e8 uno spazio a Madrid che porta ancora i segni di un incendio. Le pareti bruciate, le tracce visibili di una violenza passata. 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