{"id":18248,"date":"2026-09-10T16:03:14","date_gmt":"2026-09-10T14:03:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/?p=18248"},"modified":"2026-09-10T17:53:13","modified_gmt":"2026-09-10T15:53:13","slug":"villano-bastard-when-the-label-doesnt-try-to-convince-you","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/villano-bastard-when-the-label-doesnt-try-to-convince-you\/","title":{"rendered":"QUANDO L&#8217;ETICHETTA NON VUOLE CONVINCERTI"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Mart\u00ed Guix\u00e9 firma le etichette del vino da tavola di Marinferno: un progetto di grafica che sceglie la franchezza al posto del racconto<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Esiste una domanda sottile che ogni etichetta di vino si porta dietro: deve sembrare poco progettata per trasmettere autenticit\u00e0, oppure chi cura l&#8217;etichetta cura anche il vino?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.guixe.com\/\">Mart\u00ed Guix\u00e9<\/a><\/strong> la conosce bene e, per Villano e Bastard, i vini naturali e artigianali della cantina <strong><a href=\"https:\/\/marinferno.it\/\">Marinferno<\/a><\/strong> di Vicobarone, in provincia di Piacenza, ha scelto una terza via: non premiumizzare, non fingere la spontaneit\u00e0, ma costruire un linguaggio grafico diretto, leggermente irriverente, coerente con quello che il vino \u00e8 davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Vini per amici e famiglia, senza le convenzioni del vino commerciale. Vini buoni, ma quotidiano, prodotto in Val Tidone, sui Colli Piacentini, dove paesaggio, creativit\u00e0 e ospitalit\u00e0 sono al centro del progetto artistico e agricolo biologico nato nel 2016.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Marinferno_wine_labels_GUIXE-Photo_Inga_Knoelke-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18249\" srcset=\"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Marinferno_wine_labels_GUIXE-Photo_Inga_Knoelke-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Marinferno_wine_labels_GUIXE-Photo_Inga_Knoelke-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Marinferno_wine_labels_GUIXE-Photo_Inga_Knoelke-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Marinferno_wine_labels_GUIXE-Photo_Inga_Knoelke-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Marinferno_wine_labels_GUIXE-Photo_Inga_Knoelke-360x240.jpg 360w, https:\/\/www.thesignspeaking.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Marinferno_wine_labels_GUIXE-Photo_Inga_Knoelke.jpg 1566w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marinferno wine labels by Mart\u00ed Guix\u00e9, Photo credits: Inga Knoelke<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il progetto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>I nomi erano gi\u00e0 stati dati, Villano e Bastard. Il compito di Guix\u00e9 era sviluppare un&#8217;identit\u00e0 visiva che li rispecchiasse, evitando deliberatamente i codici abituali del branding enologico contemporaneo: le illustrazioni romantiche, le tipografie script, gli elementi vintage o araldici, tutto ci\u00f2 che appartiene a quello che il designer chiama il &#8220;paradigma di Milton Glaser&#8221;, nato con il design di Brooklyn Brewery.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella logica per cui un&#8217;etichetta deve sembrare poco disegnata per sembrare autentica. Qui, invece, la grafica non nasconde il design: lo usa per dire qualcosa di vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due etichette sono rotonde e funzionano come una coppia con un sistema grafico equivalente. Fondo nero con grafica bianca per il rosso, fondo bianco con grafica nera per il bianco: distinte sulla bottiglia nera, unificate dallo stesso linguaggio. <\/p>\n\n\n\n<p>La tipografia, Denver, \u00e8 stata sviluppata da Guix\u00e9 nel 2003 e per queste etichette \u00e8 stata scritta a mano con una tavoletta Wacom e poi convertita in vettori. La scrittura manuale trasmette spontaneit\u00e0 e assenza di pretesa, senza rinunciare alla precisione del gesto progettuale.<\/p>\n\n\n\n<p>La stampa \u00e8 digitale. Non c&#8217;\u00e8 retroetichetta: per un vino nato per circolare tra persone di fiducia, certe convenzioni semplicemente non servono.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Mart\u00ed Guix\u00e9 speaking<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Io lo metto in relazione con quello che chiamo il &#8216;paradigma di Milton Glaser&#8217;: un&#8217;etichetta deve sembrare poco progettata per trasmettere autenticit\u00e0? Alcune persone credono che un&#8217;etichetta semplice o trascurata indichi che il vino \u00e8 cos\u00ec buono da non aver bisogno di design; altre pensano che chi cura l&#8217;etichetta curer\u00e0 anche il vino. Entrambe le percezioni sono valide. In questo caso, invece di premiumizzare il prodotto, la grafica cerca di trasmettere franchezza e irriverenza: il vino \u00e8 cos\u00ec, senza altro&#8221;,<\/em> racconta Mart\u00ed Guix\u00e9, che si definisce un ex-designer.<\/p>\n\n\n\n<p>Marinferno collabora con artisti e designer per le proprie etichette, ma Villano e Bastard non si inseriscono in quella logica di autorialit\u00e0 diffusa, ma rispondono a un incarico diverso: fare la grafica del vino di casa. E il vino di casa non ha bisogno di raccontarsi. Basta aprirlo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Villano. Vino rosso<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Bastard. Vino bianco<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Marinferno, Vicobarone(PC), 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Graphic design: Mart\u00ed Guix\u00e9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Foto: Inga Kn\u00f6lke<\/em><\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mart\u00ed Guix\u00e9 firma le etichette del vino da tavola di Marinferno: un progetto di grafica che sceglie la franchezza al posto del racconto Esiste una domanda sottile che ogni etichetta di vino si porta dietro: deve sembrare poco progettata per trasmettere autenticit\u00e0, oppure chi cura l&#8217;etichetta cura anche il vino? 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