{"id":927,"date":"2014-07-11T09:38:27","date_gmt":"2014-07-11T07:38:27","guid":{"rendered":"http:\/\/thesignspeaking.com\/2018\/02\/02\/beauty-and-ugliness-in-type-writing-interview-to-peter-bilak-3\/"},"modified":"2018-05-26T17:47:52","modified_gmt":"2018-05-26T15:47:52","slug":"beauty-and-ugliness-in-type-writing-interview-to-peter-bilak-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/beauty-and-ugliness-in-type-writing-interview-to-peter-bilak-3\/","title":{"rendered":"BEAUTY AND UGLINESS IN TYPE WRITING. INTERVIEW TO PETER BIL\u2019AK"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><p>Abbiamo partecipato a una lecture del type designer Peter Bil\u2019ak alla SPD Scuola Politecnica di Design, che ci ha aperto gli occhi sul design del carattere tipografico: un aspetto della progettazione a cui raramente facciamo caso ma che, a ben vedere, permea ogni ambito della nostra vita, e sul quale Bil\u2019ak ha operato un\u2019interessante riflessione riguardo alla differenza quasi matematica tra ci\u00f2 che al nostro occhio appare bello o brutto.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 <i>Karloff<\/i> (spiegato nel video a destra) che mostra come la differenza tra un carattere attraente e uno repellente risieda in un singolo parametro: il contrasto tra la linea sottile e quella spessa. Per capire meglio <i>Karloff\u00a0<\/i>e la sua attivit\u00e0 di type designer, abbiamo fatto a Bil\u2019ak alcune domande.<\/p>\n<p><b>Designspeaking<\/b>: Come spiega la sostanziale, eppure cos\u00ec<br \/>\nsottile, differenza tra bellezza e bruttezza teorizzata da <i>Karloff<\/i>?<\/p>\n<p><b style=\"font-size: 15px; line-height: 1.45em;\">Peter Bil\u2019ak<\/b><span style=\"font-size: 15px; line-height: 1.45em;\">: Nonostante l\u2019idea di bellezza sia personale e<br \/>\nsoggettiva, nell\u2019ambito del type design molti concordano che i caratteri creati<br \/>\nda Giambattista Bodoni siano oggettivamente belli, espressione di eleganza,<br \/>\nordine e simmetria. Viene da s\u00e9 che la bruttezza derivi dal sovvertire le regole<br \/>\ndi Bodoni: lo ha fatto l\u2019<\/span><i style=\"font-size: 15px; line-height: 1.45em;\">Italian<\/i><span style=\"font-size: 15px; line-height: 1.45em;\">, carattere<br \/>\nsorto a met\u00e0 della rivoluzione industriale, deliberatamente disegnato per<br \/>\nattrarre l\u2019attenzione del lettore destabilizzando le sue aspettative con un<br \/>\nsemplice trucchetto: linee spesse al posto di quelle sottili e viceversa. <\/span><i style=\"font-size: 15px; line-height: 1.45em;\">Karloff<\/i><span style=\"font-size: 15px; line-height: 1.45em;\"> mostra esattamente quanto stretta<br \/>\nsia la connessione tra bellezza e bruttezza.<\/span><\/p>\n<p><b>DS<\/b>: Nel design tipografico esiste un\u2019assoluta libert\u00e0<br \/>\ncreativa o ci sono dei parametri fissi a cui conformarsi?<\/p>\n<p><b>PB<\/b>: L\u2019occhio umano non cambia, dunque le forme del type<br \/>\ndesign sono soggette alle leggi base dell\u2019ottica, come distanza di lettura,<br \/>\ngrandezza dei caratteri, lunghezza della frase, ecc. Se si guarda<br \/>\nall\u2019evoluzione dell\u2019alfabeto latino dal 200 a.C. a oggi, si vede quanti pochi<br \/>\nprogressi sono stati fatti. Di solito ogni cambiamento tecnologico ispira i<br \/>\ntype designer ad approfittare delle nuove possibilit\u00e0. Non \u00e8 una libert\u00e0<br \/>\nassoluta, ma un eccellente type designer trova il modo di creare qualcosa di<br \/>\nmai fatto prima.<\/p>\n<p><b>DS<\/b>: Nel trend attuale il graphic design sembra aver dimenticato<br \/>\nchiarezza e semplicit\u00e0 in favore di un look retr\u00f2. Si tratta di una disciplina<br \/>\nciclica che segue le mode o, per un\u2019efficace comunicazione, la strada gusta \u00e8<br \/>\nsempre la stessa?<\/p>\n<p><b>PB<\/b>: Come nella musica o nel cinema, nel design non c\u2019\u00e8 un<br \/>\nsolo stile dominante. Se qualcosa fa parte di una moda, \u00e8 destinata ad avere<br \/>\nvita breve. Io credo fermamente che la comunicazione efficace esista al di l\u00e0<br \/>\ndelle mode: \u00e8 uno scambio fondamentale tra lettore e autore.<\/p>\n<p><b>DS<\/b>: Cosa ha studiato, e come si \u00e8 avvicinato alla sua<br \/>\nattivit\u00e0 professionale?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PB<\/strong>: Ho cominciato i miei studi all\u2019Accademia di Belle<br \/>\nArti, dopo ho fatto un master a Parigi all\u2019Atelier National de Recherche<br \/>\nTypographique. Da l\u00ec il mio percorso \u00e8 proseguito in Olanda, dove ho passato<br \/>\ndue anni alla Jan van Eyck Academy, al dipartimento di Design. Nel 2001 ho<br \/>\niniziato la mia compagnia, uno studio in cui facciamo web design, curiamo<br \/>\nmostre, progettiamo libri e font, editiamo riviste. Recentemente molta della<br \/>\nnostra attivit\u00e0 viene iniziata spontaneamente, senza aspettare la chiamata del<br \/>\ncliente, ma facendo cosa crediamo sia un lavoro rilevante.<\/p>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>We asked a few questions to type designer Peter Bil&#039;ak, who with Karloff theorized about the subtle difference between what, in font design, attracts us and what the human eye repels.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2109,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11],"tags":[10,3],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/927"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=927"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/927\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.thesignspeaking.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}