Presentata dal Madrid Design Festival e curata da Marina Povedano e Arnau Pascual, la mostra ripercorre oltre sei decenni di lavoro dell’autore di pezzi iconici come la lampada Tatu, le pinze Tong e la torcia olimpica di Barcellona ’92 Fino al 3 maggio, presso il Teatro Fernán Gómez. Centro Cultural de la Villa di Madrid, è possibile visitare la mostra “André Ricard. Design in Use”, la più grande retrospettiva mai dedicata ad André Ricard, 96 anni, figura chiave nella storia del design contemporaneo e pioniere nella costruzione di una cultura del design in Spagna. La mostra coincide con l’assegnazione del Madrid Design Festival Award 2025 a Ricard, in riconoscimento di una carriera che ha segnato oltre sei decenni di design, riflessione e attivismo culturale. Curata da Marina Povedano e Arnau Pascual, l’esposizione è un progetto di La Fábrica e Madrid Design Festival, co-prodotto con Disseny Hub Barcelona e FAD, con il supporto di AC Marca e Tatay S.A. André Ricard è un pioniere nella creazione di oggetti industriali, promotore del pensiero critico e figura decisiva nell’istituzionalizzazione del design in Spagna; la sua carriera riflette l’evoluzione stessa della disciplina nel Paese. Di origine francese e con una visione cosmopolita, Ricard scoprì il design nel contesto internazionale degli anni Cinquanta. Fin dall’inizio fu attratto dagli oggetti quotidiani privi di elementi superflui. Questa ricerca dell’essenziale, dell’onesto e del funzionale ha definito tutta la sua opera, sempre orientata a migliorare la qualità della vita attraverso soluzioni precise. La collaborazione con Perfumes Puig esemplifica l’alleanza tra industria e innovazione, mentre il suo coinvolgimento nel movimento olimpico — attraverso l’emblematica torcia di Barcellona 1992 — dimostra come il design abbia proiettato nel mondo un’identità contemporanea di città e Paese. La sua carriera è stata riconosciuta con premi quali il Premio Nazionale di Design, la Creu de Sant Jordi, la Légion d’Honneur e il titolo di Chevalier des Arts et des Lettres. La sua produzione ha segnato una tappa fondamentale nella storia del design spagnolo, aprendo la strada al legame tra pratica professionale e rigorosa riflessione teorica, posizionando il design come motore di progresso sociale. Nel corso della sua carriera, Ricard ha combinato l’attività professionale con l’insegnamento e l’attivismo culturale, promuovendo istituzioni come l’Industrial Design Association del Fostering of Arts and Design (ADI FAD), l’International Council of Societies of Industrial Design (ICSID) e l’Associazione Design e Pubblicità (ADP). I progetti di André Ricard sono associati al quotidiano e all’invisibile — a ciò che si integra naturalmente nella nostra vita di ogni giorno. Ogni oggetto è concepito per un uso specifico, con l’intenzione di rispondere a esigenze reali e durare nel tempo. Lontana da una narrazione cronologica, “André Ricard. Design in Use” struttura la mostra attorno agli spazi in cui gli oggetti acquisiscono significato: la tavola, il bagno, la cucina, lo studio, la celebrazione e la memoria. Ispirata alla storica mostra Le design au quotidien (Bulle, Svizzera, 1995), curata dallo stesso Ricard, l’esposizione presenta i pezzi contestualizzati e senza teche, enfatizzandone la rilevanza, l’accessibilità e l’atemporalità. Ogni area è accompagnata da testi e materiali che guidano i visitatori attraverso le tappe fondamentali della sua carriera: gli anni della formazione nella Vall d’Aran, la scoperta del design industriale, i primi incarichi per Puig, la partecipazione a congressi internazionali, la sua prolifica attività editoriale e il ruolo nei Giochi Olimpici del 1992. Grazie alla collaborazione del collezionista Alejandro Mena e all’archivio del Museu del Disseny – Disseny Hub Barcelona, la mostra riunisce disegni, schizzi, prototipi, fotografie e documenti originali che costruiscono una narrazione accessibile e didattica, fedele allo spirito di Ricard. All’ingresso della mostra, i visitatori sono accolti da pezzi come l’appendiabiti Tecla (1978), la brocca per l’acqua (2020) e il lampione Futura (1981). Tutti dimostrano la chiarezza formale, la precisione concettuale e l’etica dell’uso che definiscono la sua eredità: un oggetto dura quando la sua idea essenziale rimane utile. La carriera di André Ricard si fonda anche su una costellazione di progetti decisivi. Si va dalle prime proposte per l’ambito domestico e industriale — come la lavatrice Jalitán (1956), la bottiglia del latte Rania (1967) e la candela Stabilo (1963) — agli oggetti per uso pubblico e urbano, tra cui il cestino per la Diputació de Barcelona (1999), la bocca di raccolta per il trasporto pneumatico dei rifiuti (2002) e le targhe per edifici storici dell’Olimpiade Culturale (1990). TONG design André Ricard Ricard ha concepito il design come uno strumento trasversale capace di migliorare sistemi, ambienti e servizi. Questi progetti rivelano una costante attenzione all’ergonomia, alla produzione e alla durabilità, estendendo la sua eredità oltre l’oggetto iconico verso il design come infrastruttura quotidiana. Questa visione complessiva si estende anche ai progetti legati allo spazio collettivo e alla dimensione simbolica del design. Interventi come il cortile del Parlamento della Catalogna (2003), il Monumento alla lingua aranesa nella Vall d’Aran (2008) e il trofeo del Campionato Mondiale di Hockey su Ghiaccio (2000) dimostrano che Ricard è stato capace di trasferire i suoi principi di chiarezza formale, precisione funzionale e responsabilità sociale a diverse scale e contesti. Anche nei lavori più recenti, come la sedia Boomerang (2023), rimane presente la sua idea originaria di progettare per durare. Questa grande antologia convive con altre importanti mostre del festival e restituisce centralità alla figura dell’uomo considerato il padre del design industriale in Spagna, mettendo in luce non solo le sue creazioni, concepite per migliorare la vita quotidiana, ma anche il suo pensiero teorico ed educativo, oggi più attuale che mai. Fontana lamp design André Ricard for Santa & Cole