Carlos Aires trasforma la Nave 0 del Matadero Madrid in una pista da ballo sospesa tra euforia e rovina. Dall’11 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 C’è uno spazio a Madrid che porta ancora i segni di un incendio. Le pareti bruciate, le tracce visibili di una violenza passata. Carlos Aires le ha guardate e ha deciso di non nasconderle, ma di abitarle, trasformando la Nave 0 del Matadero Madrid in qualcosa di difficile da classificare: una discoteca sotterranea, un after che non finisce, un luogo in cui la festa e la catastrofe occupano lo stesso tempo e la stessa luce. Bailad, bailad, malditos è la nuova installazione site-specific dell’artista multidisciplinare Carlos Aires, prima esposizione personale in un’istituzione pubblica madrilena, curata da José Luis Romo, direttore artistico del Matadero Madrid, nell’ambito del programma Abierto x Obras. CARLOS AIRES, Abierto x Obras Ballare come forma di resistenza Il titolo rimanda al film di Sydney Pollack They Shoot Horses, Don’t They? del 1969, ambientato durante la Grande Depressione americana e distribuito in Spagna con il titolo Bailad, bailad, malditos (in Italia, Non si uccidono così anche i cavalli?) da cui Aires prende direttamente le parole: coppie costrette a ballare per giorni interi, i corpi portati al limite in una competizione in cui fermarsi significa essere fuori. Il ballo come celebrazione, certo, ma anche come esaurimento, come necessità di continuare quando continuare è l’unica forma di sopravvivenza. Aires aveva già usato questo riferimento in una mostra oltre vent’anni fa. Torna qui con una forza diversa. Stills Videos, photo credits Cheveeyo & Malafamaestudios Euforia e inquietudine Entrando nell’installazione, il familiare comincia a farsi strano. La pista da ballo è reale, ma l’architettura che la contiene sembra ferma in un momento incerto, tra ciò che ancora regge e ciò che potrebbe cedere. Il crollo non si vede, ma si intuisce. Qualcosa accompagna il visitatore senza mai mostrarsi del tutto. Il suono è centrale: una olofonia creata in collaborazione con Federico González (alias Suricata), voci e presenze invisibili che avvolgono lo spazio senza rivelare la propria origine. Anche le tecnologie pensate per vedere nel buio trovano qui i propri limiti. La vista non basta. Quello che rimane è una sensazione, un’atmosfera, un dubbio. La pratica di Aires esplora da sempre le relazioni tra potere, economia, violenza, desiderio e memoria. La musica è uno degli strumenti privilegiati: archivio culturale, linguaggio politico, dispositivo critico. In questa installazione, tutto converge in uno spazio in cui gli eventi si sovrappongono a una velocità che non lascia tempo per assimilarli, mentre la vita quotidiana continua il suo corso. L’ordinario e lo straordinario, la celebrazione e il disastro: stessa stanza, stesso momento. Carlos Aires portrait, photo Lluc Queralt Carlos Aires Carlos Aires (Ronda, 1974) è un artista multidisciplinare che vive e lavora a Madrid. La sua ricerca attraversa potere, economia, violenza, desiderio e memoria, usando la musica come archivio culturale e dispositivo critico. Laureato in Belle Arti all’Università di Granada, ha completato la sua formazione alla Fontys Academie nei Paesi Bassi, all’HISK in Belgio e alla Columbus State University negli Stati Uniti. Ha ricevuto il Premio Generaciones Caja Madrid, il Young Belgian Art Prize e una borsa Fulbright. Il programma Abierto x Obras Abierto x Obras è il programma di Matadero Madrid che invita artisti contemporanei a produrre opere concepite specificamente per la Nave 0, una ex cella frigorifera del matadero municipale, esplorando il dialogo tra creazione e spazio. Rilanciato nell’aprile 2025 dopo una prima fase tra il 2007 e il 2018, ha già ospitato interventi di Greta Alfaro, Eva Fábregas, Mónica Mays e Cristina Mejías, quest’ultima premiata con il Premio Ojo Crítico 2026 nelle arti visive per la sua installazione nella stessa sede. Bailad, bailad, malditos, Carlos Aires Visitabile presso la Nave 0, del centro municipale Matadero di Madrid dall’11 settembre al 24 gennaio, nell’ambito del programma Abierto x Obras.