Adolescenti e voglia di sparire. Alessandro Turci analizza il fenomeno della moda della contromoda

La moda della contromoda è una moda? Se dessimo retta a Jacques Lacan e al suo statement “L’abito è il monaco”, secondo cui la scelta estetica di vestirsi comporterebbe comunque il rischio di dichiarare inequivocabilmente chi siamo e cosa pensiamo, allora sarebbe tutto chiaro.

La fusione tra identità e abito sarebbe totale. Eppure qualcosa sfugge. Spesso la scelta è fuorviata da una corrente di uso comune che, per prezzo, praticità e fuga dall’identificazione, facciamo.

Molti giovani, ad esempio adolescenti liceali, vogliono confondersi più che apparire, in quel momento della vita dove hai gli occhi addosso di tutti e tu vorresti sparire. Il corpo acquista un significato sessuale e questo provoca un giudizio che va al di là dell’estetica moda, trasgressione/eleganza/adeguamento, diventando politico e a volte discriminatorio.

Ecco dunque che felpe, tute e trainer diventano simboli indiscussi di codici precisi di astensione. Seguire un flusso alternativo significa non volere partecipare al gioco che la moda propone, non cedere all’illusione degli/delle influencer, ma dedicarsi ad altro, all’arte dello sparire.

Una nuova (mica tanto) tecnica di new mimetism che viene analizzata dai tecnici creativi e riproposta sotto forma di prodotto trendy, cool, desiderabile. Ma la moda si beffa anche delle sue deviazioni, mutandole in espressione umana dal significato certo, codici, simboli comunque sia.

Il significato di moda come modus, termine di derivazione latina, diventa più appropriato se riferito ad una gestualità, ad un modo appunto, piuttosto che ad un capo di abbigliamento. Quindi si può sparire in mille modi, anche omologandosi o cercando un’assoluta unicità.

Gucci

Potremmo asserire che la Moda è come la Felicità, quando l’ottieni, l’hai già persa. Diversa appare la questione tuta sì o tuta no per persone che dovrebbero essere già risolte come adulti. Valentino e Lagerfeld le detestavano, identificandole come sciatteria di chi non ha senso della moda.

In effetti il loro pregiudizio confortava il sesto senso che quella moda non era, semmai il suo opposto. Ma la tuta diventa pratica anche proponendosi come terreno neutrale, non se ne può dire né bene né male. Sia in versione trendy che macchiata, stracciata, logata o anonima, apre una comfort zone trasversale su cui ogni commento rischia di essere inopportuno.

Adidas for Gucci

Sotto la pelliccia o il coat classico maschile (Prada in colori pop), sia col mocassino che con le trainer, diventa il contrasto conosciuto e accettabile democraticamente accessibile. Quell’ordinario che diventa straordinario e avvalora il banale gesto quotidiano. Anche l’adulto così conquista il suo perché.

Alessandro Turci speaking