Ceramica, gesto e audacia: Mutina con Faye Toogood e BUIT. Valencia con CUAL estudio riportano il corpo umano al centro del progetto contemporaneo In un momento in cui la tecnologia accelera e astrae, due aziende ceramiche scelgono di rallentare e toccare. Di partire dal corpo, dalla sua forma, dalla sua natura. Non come provocazione, ma come atto di necessità. Come se l’argilla, proprio ora, fosse il materiale più urgente che esista. Mutina e Buit. Valencia non si conoscono, non collaborano, non condividono lo stesso mercato. Eppure in questo momento parlano la stessa lingua: quella di chi crede che la ceramica non serva solo a rivestire superfici, ma a dire qualcosa di vero sull’essere umani. Due aziende, tre designer donne, una sola direzione Faye Toogood e le fondatrici di CUAL estudio non si sono cercate. Ma il momento in cui i loro lavori arrivano insieme dice qualcosa. Dice che la ceramica, in questo preciso momento storico, sta scegliendo il corpo. Quello reale, quello imperfetto, quello che ha occhi e nasi e bocche e sessualità. Quello che la tecnologia non può replicare. In un’epoca che produce immagini senza peso e oggetti senza gesto, l’argilla che ricorda il contatto di una mano è forse la cosa più rivoluzionaria che esista. C’è anche una geografia in comune. Mutina viene da Fiorano Modenese, nel cuore del distretto ceramico emiliano, uno dei territori a più alta concentrazione di know-how ceramico al mondo, con una storia che affonda le radici nel dopoguerra e una vocazione industriale che non ha mai smesso di dialogare con la ricerca estetica. BUIT. Valencia nasce in un contesto altrettanto radicato: la ceramica valenciana ha una tradizione millenaria, e il territorio continua a essere uno dei poli produttivi più vivaci d’Europa. Una è una realtà consolidata e internazionale, l’altra è una voce emergente e sperimentale. Ma entrambe vengono da una terra che conosce l’argilla da secoli, e in entrambe si riconosce la stessa inquietudine: quella di chi non si accontenta di fare ceramica bella, ma vuole che la ceramica dica qualcosa. Faces & Figures, Faye Toogood x Mutina Faces & Figures, Faye Toogood x Mutina “Quando ho iniziato a riflettere su Faces & Figures, non ero interessata a partire dalla forma. Volevo partire dalla sensazione. Dalla sensazione dell’argilla che incontra il corpo”, racconta Faye Toogood. Faces & Figures nasce dall’incontro tra il corpo e l’argilla, da quella relazione primordiale in cui il materiale accoglie il gesto, ne conserva la memoria e restituisce il segno del contatto. Una delle figure più originali e riconoscibili della scena creativa contemporanea, Faye Toogood porta in Mutina una ricerca materica e istintiva che, attraverso modelli, maquette in argilla e sperimentazioni sulla figura umana, traduce il gesto in forme fluide ed essenziali. “Per me, Mutina è una realtà attenta e determinata. Una forza, una realtà capace di generare cambiamento”, dice la designer. Faces & Figures, Faye Toogood x Mutina Il risultato è una collezione articolata in cinque sistemi complementari: Plain Tiles in tre formati; Figure, due forme organiche che compongono un unico elemento; Eyes, Ears, Mouths, Noses, Nipples, soggetti figurativi in altorilievo che raffigurano parti del corpo; Face, il volto come elemento architettonico; Body, nuovo elemento della serie Mutina Bricks. Un sistema capace di portare nello spazio una presenza silenziosa e profondamente umana, trasformando il linguaggio della scultura in architettura. Faces & Figures, Faye Toogood x Mutina Gina, CUAL estudio x BUIT. Valencia C’è un gesto più audace ancora, a Castellón. La collezione Gina, disegnata dal duo valenciano CUAL estudio per BUIT. Valencia, nasce da una rivendicazione precisa: restituire alla vagina la naturalezza e la libertà che le appartengono. Gina, CUAL estudio x BUIT. Valencia Nella storia dell’arte europea, dalla Grecia antica in poi, la rappresentazione concreta della sessualità femminile è stata sistematicamente evitata, tanto nella pittura quanto nella scultura. Gina parte da questa assenza e la trasforma in progetto. Due pezzi di rivestimento ceramico che generano un pattern con infinite combinazioni di pieni e vuoti, in gres crudo, senza smalti né artifici: solo la purezza del materiale, la sua composizione, il suo volume, la sua forma. Gina, CUAL estudio x BUIT. Valencia Non è provocazione fine a se stessa. È la scelta di restituire nobiltà a ciò che è stato a lungo nascosto, usando gli stessi strumenti della ceramica d’autore, la materia, il gesto, il tempo, che Mutina e Toogood usano dall’altra parte del Mediterraneo. Gina, CUAL estudio x BUIT. Valencia